Australia, donna in ostaggio tre agenti feriti Ucciso il killer

L'Isis ha rivendicato il drammatico assedio in un sobborgo sul mare a Melbourne, che ha visto la presa in ostaggio di una escort da parte di un somalo, ucciso dopo due ore di estrema tensione dalle forze di sicurezza australiane. Il governo di Canberra ha confermato che la sanguinosa vicenda viene trattata come un episodio di terrorismo islamico. Nell'attacco è morto anche il 36enne portiere di origine cinese del condominio che era intervenuto per difendere la donna, e sono rimasti feriti tre agenti.

L'autore dell'attacco si chiamava Yacub Khayre, 29 anni, ed era stato incarcerato per una violenta rapina in casa nel 2012, ma da novembre era in libertà condizionale; nel 2009 era stato collegato ai piani per attaccare una base militare a Sydney, ma l'indagine non aveva avuto seguito. L'aspetto inquietante della vicenda è che Khayre era stato inserito in un programma per la «deradicalizzazione», nella speranza di allontanarlo dal fanatismo jihadista.

La mossa non ha sortito l'effetto desiderato: lunedì l'uomo si è liberato del bracciale elettronico per la libertà vigilata e ha raggiunto il condominio di Brighton dove aveva fatto arrivare una escort attraverso un'agenzia. All'ingresso ha sparato al portiere, che aveva tentato di soccorrere la donna, una 36enne colombiana, minacciata con una pistola. Dall'appartamento il terrorista ha telefonato all'emittente australiana Channel Seven e ha rivendicato l'azione dicendo: «Questo è per l'Isis, per al-Qaeda».

Dopo due ore di assedio, Yacub è uscito dall'appartamento sparando ed è stato ucciso in uno scontro a fuoco con gli agenti. L'agenzia di propaganda dell'Isis, Amaq, ha rivendicato l'azione poche ore dopo: «L'autore dell'attacco a Melbourne in Australia è un soldato dello Stato Islamico e ha realizzato un attentato in risposta agli appelli ad attaccare cittadini della coalizione» contro l'Isis in Iraq e Siria.

In Australia l'allerta terrorismo è cresciuta dopo l'attacco di un uomo a un caffè di Sydney nel 2014, in cui ci furono due morti oltre all'attentatore. Da allora sono stati sventati 12 attentati, tra cui uno proprio a Melbourne il Natale scorso per il quale furono incriminate 60 persone, ma altri quattro sono andati in porto.