Avanti, c'è posto. Il ristorante impossibile ormai è un mito

C'è un mito che aleggia nel mondo dell'alta ristorazione: quello del ristorante impossibile, dove non si trova un tavolo se non mesi o anni dopo. Chi voleva mangiare al Bulli di Ferran Adrià doveva avere salute, ottimismo e un anno di pazienza. Lo stesso al Noma di Copenaghen quando era il top.

E in Italia?

In Italia non va proprio così. Abbiamo chiamato telefonicamente molti dei più rinomati ristoranti italiani, scoprendo che - complice anche la stagione tranquilla - spesso bastano pochi giorni d'attesa per avere l'agognato tavolo nel bistellato e nel tristellato.

Abbiamo chiamato mercoledì 30 gennaio da un telefono fisso, fingendo di essere normali clienti a caccia di un tavolo per quattro a cena. Abbiamo chiesto la prima data disponibile, feriale o festiva, e ci siamo informati anche sulla necessità di lasciare una caparra con la carta di credito. Ecco cosa è venuto fuori.

All'Osteria Francescana di Modena, tempio dello chef numero uno al mondo (almeno secondo la classifica Fifty Best) Massimo Bottura, non ci sono tavoli disponibili fino a fine aprile e comunque le prenotazioni riaprono a fine febbraio. È richiesta una caparra.

Alle Calandre di Rubano (Padova), tristellato con chef Massimiliano Alajmo, c'è una tavolo libero già in serata e il giorno dopo e per mecoledì 6 febbraio. Se si vuole il week end si deve aspettare fino a venerdì 22 febbraio. Niene carta in garanzia.

Al St Hubertus di San Cassiano in Alta Badia, chef Norbert Niederkofler, tre stelle Michelin, non accettano prenotazioni telefoniche e ci chiedono di richiamare dopo il 25 marzo.

Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), altro tristellato dei fratelli Cerea, c'è posto sin dalla serata. Se si vuole il fine settimana, venerdì 8 o sabato 9. Chiedono la conferma telefonica il giorno prima per tutelarsi dal no show.

All'Enoteca Pinchiorri di Firenze (tre stelle) hanno posto già il giorno successivo e poi venerdì 8.

Da Cracco in Galleria, a Milano, è complicato. Il centralino è intasato, per ore non rispondono. QWuando lo fanno sbuca un tavolo martedì 5 o venerdì 8.

Sempre a Milano, al Luogo di Aimo e Nadia (due stelle), hanno posto già dalla sera stessa, e poi nel primo fine settimana. Chiediamo se serve una garanzia e il maître risponde: «Solitamente sì, ma lei ci pare una persona così a modo...». Bontà sua.

Da Villa Crespi, il ristorante di Antonino Cannavacciuolo sul lago d'Orta (due stelle) hanno un ufficio prenotazioni. Ci dicono che il primo tavolo libero è martedì 19 febbraio, il primo venerdì il 19 aprile, il primo sabato praticamente mai. Chiedono la garanzia di una carta di credito.

Da Vun al Park Hyatt di Milano (chef Andrea aprea, due stelle) hanno posto già per venerdì 1° febbraio (oggi) ma chiedono la garanzia di una carta di credito da cui attignono una penale già 12 ore prima della prenotazione. Quindi guai a chi si fa venire la febbre alle 17.

A Roma, al bistellato Pagliaccio di Anthony Genovese (due stelle) non prenotano per telefono ma solo on line e al telefono ci trattano un po' da deficienti (magari hanno ragione loro). Quindi ristorante vietato ai tecnofobici. Più o meno lo stesso al Glass Hostaria di Cristina Bowerman (una stella) dove prediligono le cyberprenotazioni ma alla fine accettano anche la nostra antiquata telefonata e ci dicono che il posto in questi giorni c'è, anche nel fine settimana.

Torniamo a Milano e dintonri. Al Trussardi alla Scala di Roberto Conti (una stella) primo tavolo libero martedì 5, per il fine settimana bisogna avere pazienza fino a metà febbraio. Da Iyo, giappo-chic con una stella, c'è un tavolo libero il giorno dopo ma alle 22, altrimenti bisogna attendere martedì 5 o mercoledì 6. Prime date nel fine settimana, venerdì 15 e sabato 23. Per il fine settimana chiedono anche un numero di carta di credito. Da Enrico Bartolini al Mudec, in settimana primo tavolo libero mercoledì 20, nel fine settimana si scala a sabato 30 marzo. Chiedono la granzia di una carta. Al Joia, il veg stellato di Pietro Leemann, sono gentili e disponibili, hanno un tavolo per ogni giorno che desideriamo e non si sognano di chiederci una garanzia. Idem nel magnifico bistellato di Antonio Guida, Seta al Mandarin Oriental: disponibilità nel mood e nei tavoli. Al D'O di Cornaredo dello chef Davide Oldani rispondono dopo parecchi tentativi ci offrono un tavolo «da cogliere al volo» per la serata, altrimenti «deve ritentare dopo il 19 febbraio».

E poi c'è Trippa, la trattoria di nuova generazione che è forse il locale più desiderato di Milano. Lì telefonare non serve, si prenota su whatsapp ma anche così non è facile trovare un tavolo. Noi il trucco lo conosciamo, ma non lo sveliamo. E se poi ci rubate il tavolo appena liberatosi?

(ha collaborato Lisa Tuffanelli)