Avete lo smartphone cinese? State tranquilli (ma per poco)

Attraverso Android l'azienda Usa può controllare il cellulare. Ma da ottobre potrebbe scatenarsi di tutto

Qual'è il sistemato operativo più usato del mondo? È proprio Android, sviluppato da Google per gli smartphone. Si basa su Linux e, anno dopo anno, ha messo insieme una quota di mercato pari a circa il 89%. Il restante 10% è praticamente tutto in mano a Ios di Apple ed è usato solo dai suoi iPhone mentre tutti gli altri tentativi di sistema operativo per smartphone (dal Blackberry al Windows Phone) hanno circa l'1%. Il dato più inquietante di questa enorme quota di mercato è che Google conosce esattamente non solo la marca, ma anche il tipo di telefono che usano i possessori di smartphone con sistema operativo Android.

Ed è grazie a questa particolarità del sistema che potrà bloccare gli aggiornamenti e soprattutto l'accesso all'app store a tutti gli utilizzatori di smartphone Huawei. Al momento comunque i già possessori di smartphone con marchio cinese possono stare tranquilli. Dato che licenza è stata pagata, Google ha assicurato «che servizi come Google Play e quelli per la sicurezza (Play Protect) continueranno a funzionare sui dispositivi Huawei esistente». Google Play Protect è una protezione anti-malware che oltre a proteggere il dispositivo verifica in tempo reale anche le app. Non ci sono però notizie sugli aggiornamenti che Google non dovrebbe più fornire. Ed è per questo che Huawei si è premurata di diffondere un comunicato in cui si assume l'onere degli aggiornamenti necessari. «Huawei - recita la nota - continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti i prodotti Huawei e Honor esistenti, ovvero smartphone e tablet già venduti o già in vendita a livello globale. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza per tutti gli utenti a livello globale».

In realtà il produttore cinese potrà vendere tutti i prodotti in magazzino, e quindi anche il nuovo P30, che hanno già pagato la licenza Android completa. In seguito comunque non resterà senza sistema operativo. Google, ai produttori di smartphone, da infatti anche la possibilità di istallare la versione open source (Android Open Source Project) al posto di quella completa con licenza che integra nel sistema operativo anche servizi come Gmail, YouTube, Chrome e Google Play Store, il negozio digitale da cui scaricare le app. I problemi dovrebbero dunque sorgere da ottobre in poi quando gli smartphone Huawei non potranno più avere il sistema operativo licenziato da Google. Una questione cruciale soprattutto per il mercato europeo (in Cina l'Android con licenza Google non viene venduto), dove l'azienda ha il 29% del mercato, secondo Idc. L'azienda in un certo senso aveva anticipato questo scenario, lavorando a un suo sistema operativo proprietario, Kirin OS, come ha già fatto sui processori, anch'essi a marchio Kirin.

Commenti

cgf

Mar, 21/05/2019 - 10:14

Non credo proprio che Google abbia fatto una bella pensata con quella mossa. Ora si costringe uno dei maggiori produttori mondiali di apparecchi di telecomunicazioni, che già possiede per le proprie apparecchiature di software proprietario, ad implementare il software anche per i telefoni, non dimentichiamo che insieme alla coreana detengono oltre il 60% del mercato dei dispositivi mobile, basterebbe fare appena una, max due, acquisizioni commerciali, ripeto commerciali ed il cash certo non manca, ed Google riceverebbe un colpo che forse non basterebbero 5 anni per riprendersi. Quali? non posso scriverlo, ma non è difficile da intuire, di certo tutto il mercato delle app si sposterebbe, più che logicamente, verso questa nuova piattaforma.