Bambini iscritti a scuola solo se saranno vaccinati

Due gli ostacoli alla nuova procedura: la mancanza di fondi e la necessità di varare una norma ad hoc che la legittimi

RomaSul Piano Nazionale Vaccini c'è l'intesa ma non i soldi. Almeno per il momento infatti il sì delle Regioni al documento messo a punto dal Ministero della Salute è condizionato dallo stop imposto dal Ministero dell'Economia che dovrà valutare dove reperire i fondi necessari, circa 320milioni di euro in più rispetto alla quota storica di circa 300 milioni.

E non è questo l'unico nodo da sciogliere. Il Piano infatti prevede pure l'esclusione da scuola per i bambini non vaccinati. Ma con la legislazione attuale non è possibile negare il diritto allo studio alla materna o nella scuola dell'obbligo con una simile motivazione. Occorrerà quindi l'impegno del Parlamento a varare una norma ad hoc che legittimi gli istituti scolastici a rifiutare l'iscrizione ai bimbi non sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie. Altra nota dolente è la previsione di sanzioni per i medici che dovessero sconsigliare o comunque non promuovere con convinzione le vaccinazioni necessarie ai propri pazienti. L'Istituto Superiore di Sanità con il suo presidente, Walter Ricciardi, ipotizza che a prendere eventuali provvedimenti siano gli stessi Ordini professionali. Anche il professor Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive ritiene che «gli Ordini potrebbero arrivare a pensare a sanzioni per quanti non agiscono in scienza e coscienza». Ipotizzare punizioni per i medici sarebbe un errore madornale frutto di «miopia politica» per il segretario nazionale dell'Associazione medici dirigenti, Anaao-Assomed, Costantino Troise. «Il governo invece di rinforzare l'alleanza con i medici chiedendo la loro collaborazione su un fronte tanto delicato pensa a punirli - attacca Troise -. In questo modo non fa che allargare la frattura tra Stato e professionisti che prelude alla frattura tra medico e paziente. Se lo Stato per primo assume un atteggiamento di diffidenza nei confronti del professionista lo mette in difficoltà verso il paziente che deve avere piena fiducia nel suo medico». Troise invece condivide con il governo la necessità di superare le paure dei pazienti convincendoli a vaccinarsi. «Non esiste alcuna prova di un rapporto causa effetto tra la vaccinazione e gli eventi avversi che sono rari mentre moltissime persone ogn anno muoiono di influenza - sottolinea Troise- Troppe informazioni non verificate hanno finito per provocare una sorta di fobia verso le vaccinazioni assolutamente ingiustificata». Lo stop del Mef al Piano non comporterà ritardi e non deve impensierire i cittadini avverte il coordinatore degli assessori al Bilancio della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, convinto che si arriverà presto all'intesa mentre il sottosegretario del Mef, Pier Paolo Baretta, spiega che il rinvio è «motivato esclusivamente da ragioni tecniche». Insomma la volontà di incentivare la popolazione a vaccinarsi c'è ma si scontra con i bilanci delle Regioni. Nelle scorse settimane il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, aveva polemizzato con il governo segnalando la difficoltà a sostenere i costi del servizio sanitario nazionale senza un ulteriore incremento del Fondo. Incremento sul quale il premier Matteo Renzi è stato chiarissimo: non ci sarà. Al momento la querelle Regioni-Governo sul Fondo Sanitario è accantonata ma il problema della coperta corta non è superato. I fondi non bastano a coprire i costi che si prevedono altissimi non tanto per i vaccini quanto per i nuovi e costosi farmaci per la cura dell'epatite C.