Bassolino contro le primarie: "Bisogna pensare prima al Paese"

Lo schiaffo dell'ex sindaco di Napoli: "Cinque mesi per congresso inutile e primarie scontate senza seria riflessione sui problemi dell'Italia"

Antonio Bassolino prende le distanze dalle primarie e coglie l’occasione per rampognare il Partito democratico che preferisce perder tempo con una competizione dall’esito “scontato” anziché impiegarlo per “il bene del Paese”.

Dai social, l’ex sindaco di Napoli e governatore della Regione Campania sconfessa la linea dei dem alla vigilia del voto che sancirà la nuova guida del partito. “Quasi cinque mesi per un congresso inutile e per primarie scontate – tuona Bassolino -, senza una seria riflessione sui problemi veri dell'Italia e del Pd. Tutti e due gli appuntamenti avrebbero avuto senso in una fase successiva. Questo periodo poteva e doveva essere invece utilizzato meglio in primo luogo per il bene del Paese, e anche del Partito democratico”.

Secondo l’ex Viceré, la sinistra italiana avrebbe dovuto dedicarsi ad altro. Dopo la batosta referendaria e le sconfitte alle amministrative, in primo luogo a Napoli e Roma. Per Bassolino sarebbero state necessarie: “Una doverosa e schietta discussione sulla doppia sconfitta alle comunali e al referendum costituzionale dell'anno scorso; un sostegno pieno all'esecutivo Gentiloni, puntando senza incertezze e tentennamenti sul termine naturale della legislatura e spingendo il governo ad affrontare hic et nunc i nodi più delicati senza rinviarli a dopo elezioni magari anticipate; il forte e prioritario impegno a varare una legge elettorale per cercare di evitare l'ingovernabilità del Paese. Altrimenti – scrive Antonio Bassolino -, che il segretario del PD sia anche il candidato premier è un'assoluta astrattezza e illusione”.

Infine, Bassolino paventa il rischio che la scelta di puntare tutto sul dibattito interno e sulle nuove primarie rischi di trasformarsi nell’ennesimo scossone alla credibilità del Partito democratico. “ Prima di tutto viene sempre il Paese, il cui futuro politico e sociale si prospetta in modo preoccupante e soltanto dopo vengono i pur legittimi interessi di partito e di equilibri interni. Anche dal punto di vista elettorale, infine, una grande forza raccoglie molti consensi proprio nella misura in cui è ed appare al servizio dell'interesse generale”.