Bassolino resta in campo: «Posso vincere»

L'ex sindaco sconfitto alle primarie Pd insiste col ricorso: giustizia o il Pd fa autogol

Simone Di MeoNapoli Un fantasma si aggira per la città: la lista civica di Antonio Bassolino. Che non c'è sulla carta (ancora) ma è nell'aria. Il Pd napoletano, da ieri mattina, non esiste più. La camera ardente è stata allestita negli ampi saloni del Teatro Augusteo. Mille e cinquecento posti a sedere, e nessuna poltroncina libera, per lo show dell'ex sindaco-governatore battuto alle primarie di domenica scorsa dall'ex pupilla Valeria Valente.«Una vergogna, una schifezza, un'offesa alla dignità di 30mila votanti e un'offesa a Napoli» le ha definite Bassolino. «Mi aspetto giustizia a questa domanda di trasparenza, cancellando il voto nei seggi dove si è violata la democrazia e violentata la Costituzione ha aggiunto . Nelle elezioni si prevede per i seggi il limite di propaganda a 200 metri, figuriamoci per dare soldi. C'è ancora la possibilità di ribaltare un autogol, di evitare un nuovo possibile suicidio del Pd facendo ripartire la democrazia delle primarie. Non accetterò mai che per un euro o 10 euro si possa offendere la democrazia, la libertà e dignità del voto e delle persone».Per ora non parla di corsa in solitaria ma il concetto di don Antonio è chiaro: «Domenica sera siamo arrivati a una incollatura, vincendo politicamente e moralmente. E anche numericamente, se si dicesse la verità su quei seggi». Dunque «io combatto per vincere, se mi vedete qui è perché so che posso vincere». Quasi in contemporanea, all'esterno della struttura, la stessa dove la Valente inaugurò la sua campagna elettorale un mesetto fa, è andato in scena lo scontro tra i sostenitori di Bassolino e quattro cassintegrati travestiti da Pulcinella. Uno di loro, Mimmo Mignano, ha annunciato la sua candidatura a sindaco con una lista autonoma. I contestatori, agitando sacchi di spazzatura, hanno lanciato minacciosi slogan («Bassolino al Creatore o a San Vittore») che hanno fatto scattare la dura protesta dei partecipanti alla convention. Solo l'intervento della polizia ha riportato la calma.La linea tracciata dall'ex primo cittadino è comunque chiara: annullare i risultati delle urne immortalate nei video a San Giovanni a Teduccio e ribaltare il risultato. In quel quartiere ha rincarato la dose l'ex inquilino di Palazzo San Giacomo - «ho combattuto le mie prime battaglie, e da sindaco feci liberare lì le case occupate dalla camorra. Ora la camorra è tornata». Dal Nazareno e da Valeria Valente non arrivano repliche. Venerdì sera nemmeno il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini è riuscito a calmare l'ira di don Antonio. Che ora attende «con fiducia l'esito del nuovo ricorso» perché finora «ci hanno risposto con cavilli, sentenze preconfezionate tra Roma e Napoli». Un ricorso l'ha presentato pure la deputata renziana per invocare severe sanzioni nei confronti di chi si è macchiato di episodi di compravendita di voti.