Basta coda agli sportelli Ora si passa col telefonino

Dalle Poste alle strutture sanitarie: così app e "semafori" ci cambiano la vita. Un cittadino brucia infatti 400 ore all'anno negli uffici pubblici 

Classifica delle situazioni più seccanti per gli italiani: litigio con il/la compagno/a; la Nazionale fuori dai Mondiali; la fila negli uffici pubblici. Se le discussioni con il partner sono problemi personali e per gli azzurri dovremo aspettare almeno altri quattro anni per toglierci qualche soddisfazione, per il terzo problema qualcosa sta iniziando a muoversi. Negli ultimi tempi, sono stati introdotti servizi online, nuovi sistemi e persino app in grado di eliminare le code, vero flagello per milioni di italiani.
Ogni anno nel nostro Paese si trascorrono circa 400 ore in coda. Un numero abnorme: perciò, sempre più uffici pubblici, strutture ospedaliere, università, si sono attrezzate per evitare resse davanti ai propri sportelli, grazie ai servizi online. Prenotare una visita o stampare lo statino sono richieste che al giorno d'oggi possono sbrigarsi anche di fronte al computer di casa propria, senza muoversi un metro di casa. C'è chi ha fatto anche un passo in più, come l'Ospedale Bambino Gesù di Roma, che addirittura ha creato un'app: dallo smartphone, è possibile prenotare visite, consultare referti, risultati di esami e cartelle cliniche. L'app permette di accedere ai servizi già presenti online, una gran comodità che fa risparmiare non poco tempo agli utenti.
Parlavamo di app, e qui la novità più interessante si chiama Qurami. Collegata ad un ufficio, informa sull'entità della coda presente nella sala d'interesse: quante persone sono in coda e qual è il tempo di attesa stimato. In questo modo, ognuno di noi può decidere se recarsi al momento oppure no. Non solo: è anche possibile prenotare uno specifico servizio dallo smartphone. Ancora una volta, ecco come lo spazio si dilata: prestazioni che una volta potevano essere sbrigate solamente in ufficio, adesso si completano con un clic o con un semplice tocco sul cellulare.
Una simile operazione l'hanno intrapresa le Poste, dotandosi del «semaforo»: a seconda dei colori, informa, giorno per giorno e ora per ora, l'afflusso previsto in sala. Così, con semaforo verde, è consigliato recarsi in agenzia, perché si prevede poca gente, mentre il rosso indica la possibilità di code: meglio rinunciarvi. C'è poi il giallo: rischio medio, sta a ognuno giocarsela come ritiene più opportuno.
TuPassi è un sistema che, dalle strutture sanitarie, si sta diffondendo anche in numerosi uffici della Pubblica Amministrazione: è il caso, ad esempio, dei comuni di Pavia e Roma (XI Municipio). Sviluppato tra il 2012 e il 2013, funziona in questo modo: collegandosi al sito TuPassi e dopo la rapida registrazione, si ottiene il biglietto per la prenotazione. Lo stesso procedimento è possibile farlo o ritirando il numerino da un totem, o chiamando un call center. Lo scopo di questo sistema, dicono i suoi ideatori, è svuotare le sale d'attesa: non riguarda direttamente la gestione delle persone in coda, ma aiuta a organizzare i vari appuntamenti.
C'è poi Uqido, il più sofisticato dei sistemi ed è stato ideato da due giovani veronesi, che lo hanno testato sulle segreterie dell'Università scaligera. Si basa su un algoritmo: l'utente, una volta registratosi, invia un sms al programma scrivendo la sua esigenza, per esempio un controllo medico in una determinata struttura ospedaliera. Il sistema riceve l'sms, lo interpreta e, valutando lo stato della coda previsto, risponde all'utente comunicandogli giorno e orario ideale per presentarsi. L'sms funge da prenotazione: il turno assegnato sarà quello che Uqido avrà stabilito.

Commenti

max.cerri.79

Lun, 21/07/2014 - 09:42

Gli italiani per i quali i risultati della nazionale di calcio sono un problema li invidio, vuol dire che i problemi non sanno neanche cosa sono

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Lun, 21/07/2014 - 15:37

Lo dirò a mia nonna, così potrà fare operazioni con le app.

Prameri

Lun, 21/07/2014 - 16:28

Le poste sono gli uffici più spreca-tempo. Perché ti mandano un avviso per ritirare missive con firma allo sportello senza dirti che cosa diavolo quelle lettere riguardino. Dunque potrebbero essere importantissime per il tuo lavoro. Qualche volta non ti sei presentato per ritirare e poi, i 'superiori' al lavoro ti hanno massacrato con "Non ritiri le raccomandate? Sei un reprobo!". Di solito si tratta di contravvenzioni per aver attraversato a mezzanotte le strisce riservate ai mezzi pubblici o essere passato con l'auto in una zona pedonale della città deserta per ferragosto o per un'altra festività civile, religiosa o militare. Tasse! La percentualmente più odiosa mezz'ora d'attesa è logorata per il ritiro di cartelle mezzo, tre quarti o completamente pazze. Cartelle da inoltrare direttamente al commercialista per sentirgli declamare:"Di nuovo?" A parte questi casi tragici, molte missive, da firmare per il ritiro, hanno un alto valore pubblicitario! Per quale motivo gli uffici non usano e-mail, posta certificata, sms e altre ipp opp upp?

cgf

Lun, 21/07/2014 - 17:24

vedo che sono stato censurato due volte solo per aver riportato fatti veri, @gzorzi guardi che ora con l'INPS deve fare tutto on line, si è procurato il PIN?