Basta socialismo previdenziale. Privatizziamo il sistema pensioni

Anche nel campo delle pensioni, però, il comunismo non funziona e non può funzionare

In questi giorni il governo Renzi si trova a fare i conti con un'impossibile quadratura del cerchio. Deve riformare il sistema pensionistico così da ridurre (o quanto meno non accrescere) il prelievo parafiscale sul lavoro, garantire la tenuta dei conti dell'Inps e assicurare un reddito adeguato a chi per una vita ha versato contributi e ora vanta una legittima pretesa nei riguardi di quanti gli hanno sottratto tanti soldi.

Anche nel campo delle pensioni, però, il comunismo non funziona e non può funzionare. Il sistema attuale è stato riformulato innumerevoli volte, ma senza che se ne mutassero i fondamenti. Pure il fatto di essere passati da un sistema retributivo - dove la pensione è collegata agli ultimi stipendi - a uno contributivo - dove conta l'insieme delle somme versate - non ha modificato la natura di un meccanismo coercitivo, monopolistico, fuori mercato, interamente statizzato.

L'alternativa esiste ed è il capitalismo. In ambito previdenziale si parla proprio di sistema «a capitalizzazione» e di solito si fa riferimento al modello cileno, dove i lavoratori versano ogni mese il 10% del reddito su un conto di loro fiducia e costituiscono in tal modo un patrimonio di cui disporranno allo scopo di avere un vitalizio, sollevando lo Stato da ogni obbligo di assistenza. I fondi dei lavoratori sono investiti e in genere le somme depositate crescono con ritmi assai interessanti.

Dov'è la specificità di tale sistema? In primo luogo nel fatto che ogni lavoratore deve scegliere la banca o l'assicurazione che gestisce i propri risparmi e le varie imprese finanziarie competono tra loro per attirare i clienti. In secondo luogo, l'entità della pensione non è il risultato di una decisione politica, ma discende dalla capacità di dotarsi di un capitale adeguato. Se qualcuno versa molto e per giunta sceglie un buon investitore, può anche andare in pensione a 50 anni. Ma la sua non è una pensione baby «all'italiana», perché egli se l'è pagata da solo e non grava sugli altri.

Si può, anche in Italia, abbandonare il socialismo previdenziale e tornare con i piedi per terra? Certamente, ma sono necessari tagli di spesa e privatizzazioni, perché si tratta di permettere ai futuri pensioni «a capitalizzazione» di accantonare i propri soldi continuando al tempo stesso a onorare gli impegni assunti con quanti sono legati al vecchio sistema. Per avere pensioni «a capitalizzazione», insomma, è necessaria una radicale trasformazione in senso liberale dell'economia.

Il Cile ha delineato il modello più coerente, ma ci sono altri tentativi di lasciarsi alle spalle sprechi e privilegi. In Svezia hanno creato un sistema misto con larghi spazi per i privati e in Nuova Zelanda, invece, hanno ricondotto le pensioni pubbliche nell'ambito dell'assistenza: un reddito minimo e nulla di più. Così che ognuno deve costruirsi da sé il reddito ulteriore per la vecchiaia.

O il governo prende una di queste strade, o tra pochissimo saremmo costretti (alle solite) a riformare la riforma...

Commenti
Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Dom, 06/09/2015 - 09:00

Ci vuol cautela, nel formulare certe proposte: attenti, la corruzione ormai ben divulgata nel settore pubblico, può aver infettato anche parte del privato. Temo non vi sia scampo (al peggio).

unosolo

Dom, 06/09/2015 - 09:12

attenzione il primo segnale c'è stato quando hanno caricato la INPS con i debiti e pensionati INPDAP , da quel momento e l'inserimento al comando di personaggi amici si sta svuotando il tesoro che la INPS aveva , oggi non ci sono tesori lo Stato ha preso tutto per dare 80 euro prima e 500 euro agli insegnanti tutti , ha tot+lto soldi ai pensionati da maggio e presto ci saranno ancora altri furti sulle pensioni altro che togliere le tasse , i soldi li prendono direttamente nelle buste paga è un sistema semplice che funziona , ha funzionato a Firenze quindi dovrebbe funzionare in tutta la Nazione....

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Dom, 06/09/2015 - 09:26

Basta fare agli statali contratti a tempo determinato affinché nessun funzionario.si metta in testa di essere o diventare padrone della cosa pubblica. Uno stato non può non avere soldi, mettevelo in testa, solo che ora qualche politico ha preso e prende soldi per fare in modo che tutto sembri marcio e venderlo. Tutte le robe lette in questo articolo.sono sbagliate

mariolino50

Dom, 06/09/2015 - 09:42

Ho avuto modo di aver a che fare con le assicurazioni, e le banche, con sistemi a capitalizzazione tipo quello descritto, e posso gridare che è una bufala, ci guadagnano soltanto loro, del rendimento eventuale ne ricevi una frazione, certamente inferiore a quella che si tengono. Mi sembra che in Usa molti lavoratori siano rimasti senza niente, perchè la "compagnia" è opportunamente fallita, e i soldi spariti, qualcuno è finito in galera, ma quelli ora sono alla caritas locale invece che in pensione. Pensiamoci bene, ma affidarsi totalmente ai privati è estremamente pericoloso, anche per la sanità, sempre in Usa costa sul pil il doppio che in Europa, e molti non hanno nessuna assistenza, quanto incide il sistema previdenziale privato. Ricordarsi sempre che lo fanno per guadagnarci loro il più possibile. Sono uno con la pensione bloccata, ma preferisco così che andare a frugare nella spazzatura.

VittorioMar

Dom, 06/09/2015 - 09:44

..non buttiamo al macero le cose buone che funzionano,magari modificarle ma non tutto il privato funziona alla perfezione anzi,molte volte si devono ripianare i debiti,o si vuole cancellare il retaggio storico?

canaletto

Dom, 06/09/2015 - 09:59

AZZERARE I VITALIZI AI POLITICI E TAGLIARE DA SUBITO LE PENSIONI D'ORO CON TETTO MASSIMO DI EROGARE 5000 EURI AL MESE PER 12 MESI. E POI BASTA CON DIRIGENTI PUBBLICI DI SINISTRA CHE SONO INCAPACI E MANGIANO SOLDI E BASTA. MERLO, SI DIMISE DA PRESIDENTE DELL'AUTORITA PORTUALE DI GENOVA PERCHE DAVA PER SCONTATO LA NOMINA DELLA MOGLIE A PRESIDENTE REGIONE E DOPO???? HA RICAMBIATO IDEA. TI SEI DIMESSO???? VATTENE ED IL PROSSIMO SIA DI DESTRA

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stenos

Dom, 06/09/2015 - 10:18

Certo, cosi poi se li giocano in borsa in derivati e magari uno dopo 40 anni scopre che il fondo e' vuoto. Siamo in itaglia, occhio a queste cose. Basta vedere le porcate che hanno fatto tra inps e inpdap da parte dei governi golpisti comunisti per capire che in mano a privati, compari di quelli al governo le cose possano andare peggio.,

venco

Dom, 06/09/2015 - 10:26

Ricordare che nel 2010 all'Inps sono state accorpati i due enti previdenziali statali: Enpas e Inpdap, ma l'Inps ha portato un attivo di 9 miliardi mentre gli altri due han portato un passivo di 15 miliardi. Certo che adesso l'Inps con i contributi privati non puo pagare tutte le pensioni, e dire che i due enti statali elargiscono pensioni del 35% mediamente più alte del privato.

vinvince

Dom, 06/09/2015 - 10:36

.... NO E POI NO !!! Una volta privatizzato, diventa intoccabile, proprio come le autostrade che dopo essere state pagate con le tasse degli italiani, invece di diventare gratuite come in Germania, sono state privatizzate e quindi intoccabili e con i costi che sappiamo... L' INPS era un ente sano ... Come mai è stata accorpato all' INPDAP ( istituto nazionale previdenza dipendenti amministrazione pubblica ) che si portava dietro un buco di oltre un miliardo e mazzo di euro ? Chi ha voluto questo ? Chi non ha pagato i contributi nei comuni, regioni ecc. ecc. Perché non se ne parla ? Perché chi doveva sorvegliare, sindacati in primis non lo ha fatto ? ALTRO CHE PRIVATIZZARE !!!

paolonardi

Dom, 06/09/2015 - 10:43

E' una proposta di un'intelligenza lineare e, paradossalmente, di una banalita' sconcertante. Ma proprio per questo fuori della portata dell'intelligenza dei gestori della politica previdenziale dai politici e dai burocrati che mungono la vacca grassa dell' INPS (sanita' e pensionistica) e la considerano territorio per sistamare gli amici con la tessera. Proposta troppo intelligente per essere anche solo presa in considerazione da coloro che pensano di governare una serie di imbecilli irresponsabili che devono avere la mamma che gli porta per mano dalla nascita alla tomba. Non servono neanche tutti gli esempi delle altre nazioni per convincerli.

Ritratto di viktor-SS

viktor-SS

Dom, 06/09/2015 - 10:57

ci vuole coraggio a fare una proposta del genere, dopo i danni che ha fatto il capitalismo negli ultimi tempi. perché non cominci a privatizzarti il cervello?

Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Dom, 06/09/2015 - 11:41

@ viktor-SS - Ha ragione: il capitalismo ha fatto molti danni, negli ultimi tempi. Lo statalismo invece... uh che dirittura morale, che acume, che preveggenza, ma e soprattutto, che specchiata onestà, che altruismo, che imparzialità..... Ma per favore...

paolonardi

Dom, 06/09/2015 - 11:52

@viktor-SS. Il mio cervello e' gia' privatizzato perche' ragiona con il mio proprio bagaglio culturale e non l'ho mai portato all'ammasso del pensiero unico social-comunista. Il liberal-capitalismo funziona e, se non annacquato dall'economia sociale di mercato tanto cara a Monti e co., funziona benissimo e lo dimostrano tutte le economie piu' solide del pianeta; l'altra dottrina, a lei si cara, ha distribuito solo miseria e dittatura.

Anonimo (non verificato)

agosvac

Dom, 06/09/2015 - 12:55

Prima della riforma amato, grande delinquente di Stato, in Italia c'erano diversi fondi pensione privati che non gravavano assolutamente sull'inps. Amato decise che erano troppo ricchi e troppo favorevoli ai lavoratori privati rispetto a quelli statali. Per cui li eliminò facendo confluire tutti i contributi all'inps. Ma l'inps, si sa, questi fondi li ha devoluti a tutti gli amici degli amici che risultavano invalidi senza però esserlo: è per questo che i fondi dell'inps non bastano mai per le pensioni di chi ha versato un casino di soldi per averle, perché le danno a chi non ne avrebbe diritto. Credo che, intanto, bisognerebbe mettere in galera amato per il danno fatto, e poi bisognerebbe ripristinare la possibilità dei fondi pensione privati.

mariolino50

Dom, 06/09/2015 - 17:44

agosvac Quei fondi non erano privati, erano fondi di categoria, in buona parte non ben messi, compreso il mio, per il resto ha ragione, dall'inps viene succhiato di tutto, comprese le pensioni di invalidità e quelle di chi non ha pagato nulla o quasi. Mia moglie invece che non raggiungerà i venti anni di contributi, non prenderà nulla, e i suoi contributi spariranno nel calderone, visto che ora cè il contributivo facciano il calcolo che vogliono, e ti diano cosa viene, invece è un vero furto. Chi vorrebbe dare anche questo in mano a banche e assicurazioni vuol dire che non ha fatto la prova, io si e ancora indovinate cosa mi frizza, quelli sono ladroni senza pari.

unosolo

Dom, 06/09/2015 - 18:37

la rovina sono i politici che hanno preso possesso di tutti i ministeri e si sono regalati il meglio in tutto , hanno distrutto diversi ministeri che ancora mantengono per i loro esodati , commissioni e CDA , palazzi , uffici , non mollano e quando sono sprofondati li hanno buttati all'INPS invece di risarcire il popolo del danno. i politici stanno distruggendo la nostra Nazione .

Ritratto di viktor-SS

viktor-SS

Lun, 07/09/2015 - 09:37

@paolonardi Guarda che non stavo parlando con te, tanto per iniziare; mi riferivo a chi ha scritto l'articolo. Magari, oltre a privatizzare il cervello, accendilo, ok? Riguardo allo statalismo, se non fosse stato lo stato a creare previdenza, assistenza e servizi, in mano ai privati saremmo ridotti a un mare di miserabili.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Mar, 08/09/2015 - 16:31

E poi quelli con la pensione sociale da quale pozzo dovrebbero attingere? Possiamo dire di tutto ma,prima di toccare le pensioni rettributive o miste retributive, bisogna aver coraggio di dire "non abbiamo più i soldi per l'assegno di povertà comunemente definito pensione sociale.A cui per inciso accedono anche i genitori del lavoratori stranieri.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Mar, 08/09/2015 - 16:41

Il buco nell'Inpdap è in parte dovuto al fatto che lo stato "si dimentica" di versare nelle casse dell'ente previdenziale REALMENTE E NON IN MODO FIGURATIVO i contributi che al dipendente pubblico sono stati REALMENTE TOLTI. Negl'enti locali è ancora peggio.Vi sono stati degl'insegnanti di cui non hanno "trovato" la documentazione dei versamenti ed hanno dovuto nuovamente versarli,a spese loro,altrimenti la pensione se la scordavano.