"Benvenuto in Forza Italia chi può farci vincere"

Il vicepresidente dell'Europarlamento presenta la kermesse di Fiuggi: "Ora serve unità"

Roma - Antonio Tajani, domani a Fiuggi si apre la kermesse L'Italia e l'Europa che vogliamo. Cosa si aspetta?

«Sarà un'occasione per discutere tutti insieme del futuro del centrodestra, ascoltando le voci dell'Italia che produce».

Mette l'accento su quel tutti insieme. Infatti ci sarà anche Parisi come ospite.

«Certo. Ho invitato lui come ho invitato tutti gli altri: da Brunetta a Romani, da Toti a Gasparri, da Miccichè a Schifani».

Qualche azzurro continua a guardarlo con sospetto.

«Sbagliando. Rifiuto ogni logica di contrapposizione: non fa parte del nostro dna. Guai a creare un partito di correnti».

L'ex candidato sindaco di Milano è senza dubbio un liberale. Ma anche Forza Italia lo è; non è che dite le stesse cose?

«Da un punto di vista culturale non c'è alcuna differenza. Tuttavia Parisi può rappresentare un valore aggiunto».

E se fa una «cosa» sua autonoma, di fatto un partito?

«Non ha mai detto di volerlo fare e comunque non mi risulta. Ripeto: se allarga alla società civile per far vincere il centrodestra è benvenuto».

Già, i moderati. Perché vi hanno abbandonato?

«In primis per il trattamento ignobile riservato a Berlusconi: disarcionato applicando retroattivamente la legge Severino».

Soltanto questo il motivo?

«No: forse siamo invecchiati o qualche volta abbiamo dato messaggi contraddittori».

O forse gli elettori speravano nella rivoluzione liberale. Perché non si è riusciti a completarla?

«Perché tanti sono i blocchi di potere che si opponevano; e per l'eterno compromesso con gli alleati».

Già, gli alleati. Perimetro del futuro centrodestra?

«I confini arrivano fino a dove si collocano le forze alternative al Pd e a Grillo».

Carroccio incluso, quindi?

«Ovviamente».

Però Salvini tiene la Lega su posizioni anti euro e anti Europa. Come conviverci?

«Ma con la Lega mica dobbiamo fare il partito unico. Serve rispetto reciproco: io non chiedo alla Lega di uscire dal partito in cui si colloca in Europa così come la Lega non può chiederci di uscire dal Ppe».

Ppe al quale Forza Italia è legata nonostante ci sia la Merkel. Non è un problema?

«Il Ppe non è solo la Merkel; è anche Berlusconi. In ogni caso il centrodestra è sempre stato ed è ancora europeista. Certo, questa Europa non ci piace perché poco democratica e troppo burocratica. Ma noi vogliamo cambiarla, non uscirne».

Riforme costituzionali: da un Fiuggi un secco no?

«Certo. Ne parlerà il presidente emerito della Corte Costituzionale Annibale Marini. Ma non sarà soltanto uno spot per bocciare le riforme della Boschi».

A no?

«Vogliamo anche dire cosa vogliamo: la fine vera del bicameralismo, un taglio vero alle spese della Pa ma anche e soprattutto una riforma della giustizia».

Tema delicatissimo.

«Infatti non si è mai fatta nonostante da anni ce la chieda anche l'Europa. Un solo dato ci deve spingere a farla: la giustizia civile lumaca comporta un danno quantificabile nel 2% del Pil».

Cosa succede se vince il no al referendum?

«Penso che si apra una stagione delle riforme. Riforme che vanno condivise perché sono le regole del gioco, così come una nuova legge elettorale».

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 08/09/2016 - 08:40

Ben detto: "benvenuto". Ma chi sarebbe questo mago?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 08/09/2016 - 12:57

A Roma c'era la Meloni che faceva vincere il Campidoglio. Specialmente con Marchini vice sindaco.

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Ven, 09/09/2016 - 09:17

Tajani: ""Benvenuto in Forza Italia chi può farci vincere"". Già. E poi, dopo la vittoria? Magari inciuciare col nemico, come dal 2011 ha fatto Berlusconi. E in più questi, temendo di scomparire totalmente dalla scena politica, scena su cui già oggi vien tenuto, comunque, in vita colla respirazione bocca a bocca degli articoletti che si scrivono quotidianamente su questo giornale, si accordò con Renzi di rimandare le elezioni al 2018. Così si è, a nostro totale danno come sempre, assicurato ancora qualche anno di vita. Quella data costituirà ormai per lui le "colonne d'Ercole", oltre il quale troverà solo l'indifferenza e il buio “moderato”, quelli riservati dal 2011 in qua per tutti noi suoi ex e fedeli elettori dal '94 in poi, purtroppo, danneggiandoci enormemente.