Benzema dribbla il giudice E non confessa il ricatto osé

Karim Benzema è stato iscritto nel registro degli indagati per complicità nel tentativo di estorsione e partecipazione ad una associazione a delinquere che si prefiggeva di compiere un reato punibile con cinque anni di carcere. Non potrà incontrare nessuno degli altri indagati e incriminati. Così ha parlato il giudice che si sta occupando dell'affare Valbuena-Benzema, roba di sesso e ricatti, storiaccia francese da banlieu ma ormai al centro del dibattito non soltanto sportivo. Un dato è certo: Didier Deschamps, commissario tecnico della nazionale francese, ha deciso di lasciare a casa i due, la vittima e il «malfattore», il primo, Mathieu Valbuena perché psicologicamente sfasato dallo sviluppo della vicenda che lo vede ricattato da un suo compagno e amico tricolore; il secondo, Karim Benzema, perché ufficialmente infortunato. Dunque niente Francia-Germania il 13 novembre e niente Inghilterra-Francia il giorno 17 dello stesso mese. Finisce ai materassi questa commedia miserabile che smaschera il mondo viziato del calcio. Corruzione, doping, malaffare e ora anche il ricatto tra soci e sodali, orchestrato sempre dai soliti noti che si aggirano attorno ai calciatori, promettendo loro una vita ancora più agiata di quella che già vivono.

Le prime notizie di ieri garantivano la confessione piena di Benzema il quale avrebbe ammesso di avere ricattato Valbuena, minacciandolo, come già avevano fatto altri compari, di sganciare il denaro, 150mila euro, altrimenti il video hard, nel quale lo stesso Valbuena si sfogava con la sua compagna, sarebbe stato messo in circuito. Ma qualche ora dopo l'annuncio de l'Equipe , Sylvain Cormier, l'avvocato di Benzema, ha drasticamente smentito la «confessione», dicendo anzi che il suo assistito non ha nulla a che vedere con l'estorsione e nemmeno con il tentativo di ricatto: «Benzema è sospettato ma non colpevole e il dossier è stato presentato alla stampa in modo sbagliato e impreciso. Sono uscite molte falsità attribuite a Karim e molto è stato detto e scritto soprattutto contro di lui».

Totale: Benzema non è né titolare e nemmeno in panchina, sa che potrebbe essere convocato da un momento all'altro, non per scendere in campo ma per avviarsi alle patrie galere. Stavolta lo hanno preso in flagrante ed è stato un suo compagno di squadra non un difensore avversario a metterlo in fuorigioco. Mentre in Spagna, il Real Madrid del presidente Florentino Perez (per lui Benzema è un idolo intoccabile) sta pensando di sospendere lo stipendio dell'attaccante che ammonta a milioni 8 di euro annui, divisi fanno settecentomila al mese.