Al Bergoglio economista mancano le basi

Parlando ieri ai delegati della Cisl, Papa Francesco non si è limitato a sottolineare com'è doveroso quanto siano difficili le condizioni dei disoccupati e quanto sia penosa la situazione di tanti anziani che ricevono una pensione «da fame». In effetti, il suo discorso è entrato in proposte di dettaglio assai discutibili: specialmente su due punti. In merito alla mancanza di opportunità per molti italiani, il Pontefice ha infatti ripreso l'idea di ridurre le ore settimanali per le persone più anziane, in modo tale da permettere ai giovani di trovare un'occupazione. La sua proposta può essere così sintetizzata: lavorare meno (specie se avanti con l'età), così da lavorare tutti. Questa tesi si espone a varie critiche, innanzi tutto perché non è vero che il lavoro complessivo sia una torta ben definita. Al contrario, in ogni economia chiunque è chiamato a mettersi al servizio del prossimo e tanto più una società è libera, quanto più è facile che i posti di lavoro crescano. Oltre a ciò, è ingiusto impedire a un lavoratore di sessant'anni di lavorare a pieno ritmo, se egli ne ha il desiderio. Per giunta, è evidente che le cause della disoccupazione sono ben altre, poiché le difficoltà del mondo del lavoro vengono soprattutto da un'elevata tassazione e da una fittissima regolazione.

Egualmente contestabili sono le parole di Papa Francesco in merito alle «pensioni d'oro», che egli ha condannato senza mezzi termini. E se è ovvio che si devono considerare ingiusti taluni vitalizi elevati non preceduti da adeguati contributi, è pure inaccettabile che si pretenda che rinunci a un'alta pensione chi, per anni, ha dovuto versare allo Stato somme considerevoli.

Una società aperta e dinamica rigetta il populismo classista, accetta le diseguaglianze che emergono dal mercato, favorisce la competizione e incita tutti a dare il meglio. Per giunta, dopo avere statizzato il sistema pensionistico è irragionevole criticare il fatto che si lavori fino a 65 anni. Se il rapporto tra quanti lavorano e quanti sono in pensione crescesse, le prospettive del sistema previdenziale sarebbero ancora peggiori.

In generale, è abbastanza assurdo che Papa Francesco avanzi proposte riformatrici su questioni politiche ed economiche che, per loro natura, sono assai aperte a controversie. Ed è ancor più preoccupante che, nel scendere sul terreno del confronto politico, egli sostenga tesi tanto infondate.

Commenti

Valvo Vittorio

Gio, 29/06/2017 - 10:59

Il mondo è imperfetto, lo stesso dicasio delle religioni, del lavoro e di ogni scibile umano. Per quanto concerne il sistema economico, il grande W.C. diceva: "Il comunismo distribuisce miseria, il capitalismo crea disuguaglianze!". In altri termini tutto è perfettibile e il sistema perfetto in senso assoluto non esiste. Probabilmente il religioso ha una visione distorta del creatore cui dà poteri immensi! Cerca nei vangeli una risposta che purtroppo non c'è, perché tutto cambia ed anche le nostre conoscenze!

Ritratto di Quasar

Quasar

Gio, 29/06/2017 - 13:06

Bergoglio dovrebbe starsene zitto di piu' e meditare piu' a lungo prima di proferire sillabe. Ne guadagnerebbe la Chiesa tutta. Ratzingher era piu' saggio non di poco.. .

treumann

Gio, 29/06/2017 - 15:43

Lavorare fino a 65 anni?!?!? Spero che l'articolista stesse scherzando...

accanove

Gio, 29/06/2017 - 17:04

con tutto il rispetto per la persona a questo signore mancano molte "basi" considerati gli exploit a cui assistiamo da un pò di tempo

Ritratto di DONCAMILLO7

DONCAMILLO7

Gio, 29/06/2017 - 18:08

Solo il giornalista che ha scritto questo articolo potrebbe essere tanto s cemo da voler continuare a lavorare dopo i 60/65 anni e non andare in pensione. ..il papa ha solo detto la verità. .chi lo critica è solo un radical chic ignorante. .

il corsaro nero

Gio, 29/06/2017 - 18:27

@treuman: Non sta scherzando affatto, infatti il sottoscritto ha 65 anni e dovrà lavorare fino al 31 ottobre 2019, dunque fino a 67 anni!

serscafa

Ven, 30/06/2017 - 08:28

A questo signore mancano le basi non solo in economia na in tutti i campi del sapere. Soprattutto in teologia, storia, religione! È veramente una sciagura che la Chiesa, pur già colpevole in tante cose, non meritava!