Bergoglio è a rischio attentato Il Papa: in Africa senza blindature

Il viaggio nella Repubblica centrafricana è ad «alto rischio» per la sicurezza del Papa e dei fedeli. L'allarme arriva dai servizi segreti francesi, secondo cui il Paese è «altamente insicuro sotto il profilo della sicurezza» e c'è il rischio «non irrilevante» che possa verificarsi un attentato in occasione del viaggio di Francesco a Bangui, la capitale dell'ex colonia francese. Gli 007 francesi, riferisce l'agenzia Adnkronos, hanno inviato alla segreteria di stato vaticana diversi alert segnalando il pericolo concreto di attentati terroristici in occasione della visita del Pontefice. Dopo gli attacchi a Parigi del 13 novembre, e quello in Mali (ex colonia francese), crescono i timori per la prima visita di Bergoglio in terra africana. A preoccupare i servizi francesi non è solamente la sicurezza del Papa, ma la possibilità che si possano verificare attentati di matrice jihadista nella folla che si radunerà a Bangui domenica 29 novembre, quando è prevista l'apertura della Porta Santa, che di fatto anticipa di una decina di giorni il via ufficiale del Giubileo della Misericordia. «Stiamo monitorando la situazione ha riferito padre Federico Lombardi il Papa desidera fortemente andare in Centrafrica e per il momento tutto rimane confermato. Speriamo che si possa svolgere tutto come programmato». Nonostante i timori e gli allarmi terroristici, il Papa non intende rinunciare alla tappa. «Vengo in qualità di messaggero di pace ha detto in un video- messaggio inviato alla popolazione centrafricana stiamo vivendo un tempo in cui ovunque i fedeli di ogni religione e le persone di buona volontà sono chiamate a promuovere la comprensione e il rispetto reciproci, e a sostenersi gli uni con gli altri come membri della stessa famiglia umana». «Spero con tutto il cuore che la mia visita possa contribuire, in un modo o nell'altro, ad alleviare le vostre ferite e a favorire le condizioni per un avvenire più sereno per il Centrafrica e tutti i suoi abitanti», ha aggiunto Bergoglio, che partirà domani per la prima tappa africana, il Kenya. Venerdì in serata si sposterà in Uganda, per poi concludere nella Repubblica centrafricana domenica 29. Bergoglio intende muoversi con auto scoperte e non blindate. Esclusa anche l'ipotesi di giubbotti anti-proiettili.