Berlusconi apre a Della Valle «In politica serve uno come lui»

Dimenticati i vecchi screzi, il Cav a sorpresa lo elogia: «Il numero uno» Mister Tod's ha presentato «Noi Italiani» ma nicchia su un suo impegno

B erlusconi lancia Mr.Tod's: «Della Valle in politica? Evviva, c'è bisogno di gente nuova. È un ottimo imprenditore ed è nuovo come politico». Il Cavaliere, a sorpresa, fa un endorsement nei confronti di Diego Della Valle che proprio nei giorni scorsi ha depositato il simbolo «Noi Italiani» specificando, però, di non avere intenzione di fondare un nuovo partito. Dall'ex premier, tuttavia, arriva l'assist all'imprenditore marchigiano: «Credo che il futuro non possa che essere portato avanti con successo da gente che viene dalla vita vera e non da chi fa la politica di mestiere e che pensa al proprio personale interesse a dispetto di quello di tutti». E ancora: «Io credo ci sia bisogno di avere più persone come Della Valle che decidano di dedicarsi al bene del proprio Paese portando in questa nuova attività tutta la loro capacità ed esperienza. E Della Valle è senz'altro il numero uno». Parla anche del premier, il Cavaliere: «Renzi ha iniziato prima di me e non ha la capacità di mettere in conto dei provvedimenti in grado di risolvere i problemi della gente e avviare il Paese verso uno sviluppo. C'è il 50% di persone che non va più a votare, sono delusi, sfiduciati e rassegnati. Vedono che tutti questi in politica hanno un qualcosa che non corrisponde alle esigenze di una conduzione diversa del Paese».

Insomma, Della Valle può andar bene perché è «non politico» proprio come Berlusconi; e soprattutto perché di recente non ha lesinato un paio di bastonate al segretario del Pd: «Mi dispiace ammetterlo ma credo che questa sia un'esperienza governativa arrivata un po' alla fine - aveva detto appena tre giorni fa - Credo che il presidente della Repubblica debba prendere atto che c'è un governo non votato dal popolo e in assoluto affanno. Non si può andare avanti con un governo che non può fare le cose per mille motivi».

Musica per le orecchie del Cavaliere che da anni ormai denuncia come l'ultimo ad essere stato legittimato dagli italiani a stare a palazzo Chigi è stato lui. E le critiche a Renzi da parte del patron della Fiorentina non si erano fermate qui: «Il premier avrebbe potuto giocare una bella partita e stare vicino ai problemi delle persone - aveva detto Della Valle - Purtroppo si è messo a discutere sotto banco, ripercorrendo i problemi della vecchia politica». Ed ecco arrivare l'applauso di Berlusconi, pronto a dimenticare le antiche ruggini che hanno caratterizzato per anni il rapporto tra i due. Celebri le litigate in diretta tv quando il Cavaliere era premier e la semi rissa al convegno di Confindustria del 2006.

Della Valle leader del centrodestra con il placet del padre nobile Berlusconi? Forse è troppo. Sul tema interviene Giovanni Toti: «Una cosa, è giudicare positivamente la discesa in campo di uno come Della Valle. E mi auguro che molti altri industriali, professionisti, intellettuali e commercianti, possano seguire il suo esempio. Altra cosa - mette i puntini sulle “i” - sono le dinamiche di selezione della classe dirigente e della leadership, che seguono tutt'altro percorso. Come a dire: ben venga il contributo di tutti, ma per essere leader di qualcosa, bisogna poi avere il consenso, non basta scendere in campo».

Con tutto che poi Della Valle è sempre stato abbastanza ambiguo sui suoi progetti futuri; presenta un logo, «Noi Italiani», che sa tanto di simbolo politico, ma poi precisa: «Noi Italiani vuole essere soltanto uno stimolatore nel proporre dei progetti legati alla solidarietà e sottoporli a tutti». Nega ambizioni politiche ma poi ammette: «Incito amici e colleghi a mettersi a disposizione del nostro Paese». Stessa iniziativa di Berlusconi che oggi, a villa Gernetto, inciterà 100 giovani selezionati in tutta Italia per il Summer Camp di Azzurra Libertà, movimento giovanile fondato dai fratelli Andrea e Luca Zappacosta.

I consigli di amministrazione in cui siede Della Valle, dalla Tod's alla Rcs, dalle Generali alla Ferrari

di Francesco Cramer

Roma