Berlusconi, via libera a Parisi: "Avanti col rinnovamento"

Il leader lo ha incoraggiato. Il manager non vuole incarichi in Fi: "Ma qualcuno faccia un passo indietro"

Vai avanti, io sono con te. Dopo averlo scelto nel luglio scorso per dare nuova linfa a Forza Italia e rigenerare il centrodestra nel suo complesso, Silvio Berlusconi conferma la fiducia a Stefano Parisi. Lo fa in un lungo incontro di oltre due ore a Palazzo Grazioli, un faccia a faccia mattutino in cui i due fanno il punto sulla situazione di Forza Italia, sul possibile incarico nel partito da assegnare all'ex direttore generale di Confindustria e sulle mosse da mettere in campo per il rilancio.

Da tempo filtravano voci su un presunto raffreddamento dei rapporti tra il presidente di Forza Italia e il manager prescelto per la «due diligence» di Piazza San Lorenzo in Lucina. I contatti tra i due, in realtà, non si sono mai interrotti, e Berlusconi ha seguito con attenzione sia la convention milanese di Megawatt, che quella palermitana organizzata da Gianfranco Miccichè, dispensando complimenti, ma anche critiche e consigli. Lo stesso Parisi pochi giorni fa confessava: «Berlusconi mi sta testando, vuole vedermi all'opera e fa bene a farlo».

L'incontro di ieri conferma che il rapporto è solido e non ci sono incrinature. Anzi i due hanno anche parlato di un futuro vertice con i coordinatori regionali nel quale Berlusconi potrebbe affiancare Parisi per dettare insieme le linee guida del rilancio del territorio. Da quanto filtra il Cavaliere ha nuovamente chiesto all'ex manager Fastweb se ritenga opportuno assumere un incarico dentro il partito. La risposta è stata negativa per quanto riguarda l'immediato, ma questa volta la porta non è stata chiusa. Parisi ritiene sia necessario prima far cessare le ostilità nei suoi confronti. Gli sviluppi, però, potrebbero concretizzarsi più velocemente del previsto, con il referendum che inevitabilmente rappresenterà uno spartiacque importante per Forza Italia. In questo senso Berlusconi, dopo aver confermato il suo impegno nel vertice con Giorgia Meloni e Matteo Salvini, ha incontrato a Palazzo Grazioli anche Giovanni Toti - «ho trovato Berlusconi tonico e pronto alla campagna referendaria» - che si appresta a lanciare sabato da La Spezia il suo tour «La Liguria dice no» e sta mettendo in campo altre iniziative e appuntamenti nel format dei tre governatori con Luca Zaia e Roberto Maroni.

Parisi, invece, nella sua dimensione pubblica sta gradualmente affilando i toni verso la prima linea di Forza Italia. «C'è un gruppo dirigente che deve fare un passo indietro. Serve una squadra, perché Berlusconi da solo non potrà sempre portare il 30%...» dice ospite del Corriere tv. «La classe dirigente va profondamente rinnovata. C'è una prima linea di persone elette in Parlamento grazie ai voti di Berlusconi che hanno portato Fi ad avere in alcune città il 4%, come a Roma e a Torino. Serve una squadra coesa e intelligente, con esperienza perché i dirigenti non si cercano sul web, in grado di proporsi come alternativa a Renzi e Grillo. Questa rigenerazione del centrodestra va fatta presto, anche perché penso che si voterà prima della scadenza naturale della legislatura. Stiamo facendo un processo di rinnovamento e chi non vuole essere rinnovato resiste. Il problema è rendersi conto che la politica è un ciclo, come accade nelle aziende». Berlusconi è freddo con i colonnelli di Fi? «Caldo non è di certo», taglia corto. «Si parla di scissione di Forza Italia? Sarebbe la scissione dell'atomo».