Berlusconi riunisce gli alleati "Passi avanti sulle comunali"

Vertice notturno con Lega e Fdi dopo il derby. Restano i nodi Milano e Roma, schiarite in vista nelle altre grandi città. L'ordine: non c'è fretta

Fumata nera al conclave di centrodestra per le candidature alle prossime amministrative. Ma Berlusconi è soddisfatto: troveremo la quadra. Il summit tra i leader di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia avviene nella tarda notte di domenica, a Milano, dopo il derby Milan-Inter. Attovagliati in un ristorante del centro ci sono Silvio Berlusconi, Licia Ronzulli, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Si parla di candidati ma il discorso rimane ancora ancorato al metodo o poco più. Certo, di nomi se ne fanno eccome ma la soluzione del rebus è ancora lontana. «Abbiamo fatto dei buoni passi avanti, non cerchiamo candidati di appartenenza ma candidati che possono garantire alle città una amministrazione che rimedi ai guai fatti dal centrosinistra», dice il Cavaliere al termine dell'incontro. La strada per arrivare al traguardo è ancora lunga e in salita, tuttavia. E nessuno dei tre leader vuole bruciare tempi e nomi. Gli scogli principali rimangono Milano e Roma mentre delle importanti schiarite si registrano su Napoli, Bologna, Torino e Trieste.Sul capoluogo lombardo i papabili rimangono quelli noti con qualche new entry. Non è un mistero che al Cavaliere piaccia Stefano Parisi che, se qualche giorno fa era stato bocciato da Salvini, adesso viene preso in considerazione anche dal Carroccio. Ma non è il solo nome: non è affatto tramontata l'ipotesi Alessandro Sallusti e neppure quella di Daniela Santanchè. Al tavolo, poi, è spuntato anche il nome di Letizia Moratti: l'ex sindaco di Milano è stato citato da La Russa ma più come candidato «da sondare». Un altro nome non citato ma non per questo fuori dalla corsa, è quello di Maurizio Lupi: l'ex ministro Ncd potrebbe calamitare i voti centristi ma urta il Carroccio che appena sente odore di Alfano si irrigidisce non poco. A favore di Lupi, poi, c'è tutto un pezzo di Forza Italia che si autodefinisce «ala moderata».Ma Milano va a braccetto con Roma dove resta l'empasse legato ai tre papabili: Meloni, Bertolaso e Marchini. Bertolaso è il preferito del Cavaliere ma il Carroccio continua ad arricciare il naso. Salvini preferirebbe lanciare la Meloni la quale tuttavia, fino a ieri, rispondeva che era «disposta a ragionare se metterci la faccia o no ma solo se avesse fatto lo stesso Salvini a Milano». Fino a ieri; perché oggi la sua annunciata gravidanza potrebbe spingerla in tribuna. Siccome per vincere serve un centrodestra unito, gli azzurri valutano se sia il caso di convergere su Alfio Marchini ma su questa soluzione è Fratelli d'Italia che punta i piedi: «Marchini è di sinistra, non possiamo appoggiare un radical chic». Rimane quindi lo stallo.Il clima, tuttavia, è buono; e ambienti sia leghisti sia azzurri giurano che la quadra è a portata di mano anche su Napoli, dove si appoggerà Gianni Lettieri; su Torino, dove resta in pole Osvaldo Napoli e Bologna dove potrebbe spuntarla la Lega che vuole a tutti i costi Lucia Borgonzoni. Spiragli anche a Trieste con l'ipotesi Roberto Dipiazza, già sindaco della città per due mandati consecutivi dal 2001 al 2011. La parola d'ordine del summit, tuttavia, è quella di «non avere fretta». Ecco perché viene tutto rimandato al prossimo incontro; e per evitare che non si riescano ad annunciare i candidati in occasione della grande manifestazione unitaria del centrodestra (inizialmente prevista per metà febbraio, ndr) si valuta se non sia il caso di rimandare la kermesse a marzo. I leader lo decideranno presto: forse lunedì prossimo quando daranno vita a un concave bis.