Berlusconi si prepara: in campo ai ballottaggi Salvini: sì alla coalizione

Cavaliere ottimista: «Piazze piene, Fi cresce» La Lega apre agli azzurri: «Patto possibile»

Nella villa di Arcore Silvio Berlusconi ha la conferma, a tarda sera, che era giusto il suo ottimismo sui risultati del voto amministrativo: il centrodestra arriva al ballottaggio con il centrosinistra nei maggiori comuni, mettendo all'angolo il M5S. È soddisfatto, il leader di Forza Italia, anche se ora scalpitano gli alleati di Lega e FdI. E il successo a Genova impone una riflessione sul «modello Toti», dal nome del governatore ligure che insiste su una lista unica con Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Concentrato negli ultimi giorni sulla partita per la legge elettorale, con la quale si è ripreso un ruolo centrale, l'ex premier aveva scommesso su un miglioramento delle posizioni e i dati sono dalla sua parte. Il centrodestra si è presentato questa volta ben più unito del centrosinistra ed è riuscito a far prevalere nel primo turno i suoi candidati su quelli di Beppe Grillo. «Il centrodestra è vivo, siamo l'unica alternativa al Pd», ripetono i big del partito.Lui, Berlusconi, è pronto a scendere in campo per sostenere i suoi in prima persona ai ballottaggi. Tutti lo vogliono al fianco, per giocarsi l'ultima carta.

Il voto nei mille comuni italiani, al di là delle dinamiche locali sempre distinte da quelle nazionali, avrà un peso nei rapporti politici con Pd e M5S e anche negli equilibri all'interno del centrodestra. Per calibrare soprattutto il rapporto con la Lega, il leader azzurro aspetta di studiare i dati sul voto di lista ovunque. Ha appena ribadito, su Libero, che è il capo del fronte contrario a sinistra e grillini e che si vince al centro, non dagli estremi.

Però Salvini già commenta: «Il centrodestra quando è unito è a traino leghista, e lo dico con il massimo di rispetto. Valutiamo i dati ma è importante una coalizione con idee chiare e non avere tentazioni renziane e inciuciste». Anche la Meloni, insiste sulla compattezza del fronte e sul no agli inciuci. Nota Roberto Maroni che al sud, senza il fronte con Fi, la Lega non tiene.

Berlusconi nell'ultima intervista si è mostrato combattivo sulla legge elettorale modello tedesco e non si arrende alla rottura del patto a 4. Ad urne chiuse Salvini gli manda un messaggio: «Normalità avrebbe voluto che un centrodestra unito si battesse per un sistema maggioritario. Grillo e Berlusconi, invece, sembra che non lo vogliano. Il perché chiedetelo a lui. Ma di questo parleremo dal 26 giugno, dopo i ballottaggi». Aggiunge, su un'alleanza con il leder azzurro a livello nazionale: «Se c'è un programma comune, tutto è possibile. Anche se c'è un sistema proporzionale».

A metà di una domenica tradizionalmente dedicata alla famiglia, ha rafforzato la fiducia di Berlusconi nell'elettorato di Fi e del centrodestra il report dei coordinatori regionali, con le immagini della chiusura dei comizi nei principali comuni al voto. «Le piazze erano piene - racconta uno dei più stretti collaboratori del leader azzurro - e il presidente si è rallegrato di tanta partecipazione. È un buon segnale».

Mentre attende la fine degli scrutini comunali l'ex Cavaliere segue i risultati delle elezioni francesi, li legge attraverso una lente italiana e trova una conferma del suo puntare su posizioni moderate nella débâcle del Front national di Marine Le Pen, nel tracollo della sinistra e nella tenuta dei Republicains, poco dopo la punizione di Teresa May, patrona della Brexit. Fatti che, per Fi, indeboliscono la propaganda urlata degli alleati di destra, populisti e antieuropeisti. E dovrebbero insegnare qualcosa per la prossima campagna elettorale, quella nazionale.