Berlusconi: si rischia il regime. Renzi è bulimico di potere

La maratona tv del leader di Forza Italia: "Collaborare col governo? Solo sul caso Rom". Ed è sfida aperta a Matteo: "Io biglietto scaduto? A me l'hanno dato gli elettori, a lui no"

Roma - La tentazione c'è stata: un coup de théâtre prima del silenzio elettorale; un comizio nella sua Milano; l'ultimo bagno di folla a conclusione di una maratona che lo ha portato in giro per l'Italia, in quasi tutte le Regioni che andranno al voto domani. Una sorta di predellino pro voto per convincere i moderati a non fare il ponte e dare un avviso di sfratto a Renzi. Ma poi l'idea sfuma: un po' per questioni di sicurezza, un po' perché il rush finale di quella che lo stesso Berlusconi chiama una «micro campagna elettorale» è massacrante. No alla piazza, sostituita da un tour de force davanti alle telecamere. Prima da Barbara D'Urso a Pomeriggio Cinque ; poi da Paolo Del Debbio a Dalla vostra parte e per finire da Enrico Mentana a Bersaglio mobile .

Il messaggio forte, il piatto principale è unico: «Andare a votare per mandare un messaggio chiaro a Renzi, è bulimico di potere, con l'Italicum si rischia il regime». Con lui è sfida aperta a colpi di battute: «Io biglietto scaduto? A me l'hanno dato gli elettori a lui no». Berlusconi spera nella rimonta e sfida il premier: se il centrodestra dovesse vincere in 3 Regioni su 7, per Renzi arriverebbe l'avviso di sfratto: «Con il risultato di 4 a 3, il premier farà la fine di D'Alema». Il Nazareno sembra un ricordo perché «durante il percorso del patto ci siamo resi conto che Renzi soffre di una bulimia di potere anche per il modo in cui si rivolge ai suoi e come impone al Parlamento certe cose. Noi lo abbiamo visto per le modifiche che ci ha imposto sull'Italicum». Basta accordi con lui, quindi, anche se il Cavaliere tende al premier sul tema scivolosissimo dell'immigrazione: «Dico al governo che siamo completamente a disposizione per sederci a un tavolo e assumerci come Forza Italia le nostre responsabilità per risolvere una situazione che non può più andare avanti così».

Nessuno sconto, invece, sulla politica economica. Pollice verso, per esempio, sulle politiche sul mercato del lavoro: «Il Jobs Act - accusa il Cavaliere - non ha creato nessun posto di lavoro in più, ma solo cambiamenti di contratto. È stato solo svantaggioso il cambiamento di contratto. Io ti assumo a tempo indeterminato ma tu mi consegni una lettera di dimissioni. E quando termina il bonus io ti riassumo a tempo determinato». Altro graffio: «Ci sono persone bravissime nel comunicare ma quando sono al governo non sanno fare le cose perché non hanno mai lavorato. Questo vale anche per Renzi: ha impegnato il Parlamento per un anno sulla riforma del Senato e sulla legge elettorale che lui stesso dice sarà utile solo nel 2018. Per le cose che servivano al Paese non è stato fatto niente».

Davanti a Barbara D'Urso, emerge il Cavaliere privato e domestico. Come quando parla dei suoi cani, tre per ora: Dudù, Dudina e l'ultima arrivata, la labrador Harley. «Harley, cagnolina di quattro mesi, è entrata di prepotenza in casa - racconta il Cavaliere - Mi fa i dispetti, entra in bagno e mi ruba le pantofole. Sul letto? Beh no. Sono un igienista e quello non glielo consento». Cani adorati anche da Francesca Pascale che «li chima “i miei bambini” come fa l'80 % degli italiani che ha dei cani». Poi l'annuncio che la famiglia a quattro zampe si allargherà: «Dudina mi darà presto dei Dudini. Non li aspetta ancora ma la prossima volta potrebbe accadere». C'è anche un'apertura al governo per risolvere l'emergenza Rom: «Sin da piccoli sono allenati a elemosina e borseggi, siamo disponibili a dare una mano».

Parla anche della sua compagna: «Francesca è una persona solare, positiva e coraggiosa, mi ha voluto accompagnare in questo giro elettorale e la sera mi ha sollevato dalla pressione delle foto e anche lei è stata richiestissima nelle foto, specie con le signore; chissà cosa si sono confidate perché non finivano più...». Già, la moda del selfie impazza e in studio a Canale 5 , durante la pubblicità, Berlusconi si concede a centinaia di scatti con il pubblico. E via a stringere mani a destra e a manca come fatto fino alla nausea nel suo tour elettorale: «Guardi i segni che ho sulle mani...» e mostra dei buchi sul dorso della destra: «Alla sera ho dovuto salutare centinaia di persone, strette vigorosissime e alla fine mi faceva male il braccio». Ma l'abbraccio della folla a Berlusconi piace. Ammette: «Sono stato accolto dovunque in una maniera fantastica. Ho provato un affetto e una vicinanza che mi hanno commosso. Affetto molto più forte di due anni fa. Si vede che la gente ha compreso il mio martirio». Martirio. Parola che ripete quando spiega il perché di questo ennesimo giro elettorale: «Non credevo di tornare così presto nel campo della politica. Volevo attendere la Corte di Strasburgo affinché ribaltasse la sentenza Mediaset e tornare, quindi, nello splendore della mia completa innocenza. E da martire».

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 30/05/2015 - 08:54

Caro Cavaliere il regime è già cominciato. Quello delle chiacchiere e della disinformazione collettiva, con uso studiato dei sorrisetti di compatimento, raccolti e diramati in TV mentre l'avversario politico parla, e mamma Rai collabora. Sono finiti i tempi in cui i politici urlavano in TV per sostenere il loro pensiero: nei giorni scorsi abbiamo visto come un D'Alema sia, per così dire, un sorpassato, che urla la sua rabbia. Renzi sulle cose scomode tace ed il tempo cancella, mentre i sorrisetti trionfano.