Berlusconi striglia la Ue: «Non fa nulla contro l'Isis»

Il leader di Forza Italia alla convention azzurra di Tajani a Roma critica il governo: «Siamo irrilevanti in Europa, semestre senza risultati»

RomaCol patto del Nazareno ormai morto e sepolto Berlusconi si sente più libero di parlare e di dire le cose come stanno. Senza alcun timore reverenziale nei confronti di un premier che lo ha deluso su tutta la linea. Renzi ha più d'un tallone d'Achille ma ieri il Cavaliere ha voluto colpire sulla politica estera. Nessuno sconto al presidente del Consiglio, quindi, anche se durante il suo intervento telefonico alla kermesse organizzata dal vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il Cavaliere non nomina mai Renzi. Ma vista la situazione internazionale è facile colpire l'inquilino di Palazzo Chigi, specie ripensando ai successi berlusconiani in politica estera (dal contributo alla fine della Guerra Fredda con il vertice di Pratica di Mare alla liaison con Putin per arginare la minaccia terroristica, passando per gli accordi con Gheddafi per frenare l'ondata immigratoria).

Proprio il pericolo dell'estremismo islamico, ormai alle porte, dà la possibilità a Berlusconi di affondare il colpo: «I terroristi ci minacciano senza che da Roma e Bruxelles sia partita una risposta. Le minacce non sono contro di noi, ma contro l'Occidente e la nostra civiltà. Occorre cambiare passo e direzione». Il problema vero è, però, che il peso specifico di Roma nel consesso internazionale è ridotto a quasi zero. E il Cavaliere non ha timore di dirlo chiaro e tondo: «Siamo irrilevanti in Europa, il semestre si è chiuso senza risultati e il nostro commissario, l'alto rappresentate per la politica estera, è stato pure escluso dalle trattative sulla crisi tra Russia e Ucraina». Il riferimento è ai recenti vertici di Kiev e Mosca dove la nostra Mogherini - rappresentante della politica estera Ue e il cui incarico è stato sbandierato da Renzi come un suo brillante successo - non è stata neppure invitata al tavolo delle trattative. Naturalmente a quel tavolo c'erano Hollande e Merkel mentre l'Italia ha colpevolmente latitato.

Per Berlusconi è tutta l'Europa che non va: «L'Europa oggi non è quella immaginata dai nostri padri fondatori come De Gasperi e Adenauer. E l'Italia è irrilevante, è l'ultimo vagone di un treno che marcia a rilento e su un binario sbagliato... Basta vedere il numero dei disoccupati. Bisogna cambiare passo». Altro neo su cui il Cavaliere infierisce è la pessima figura fatta dal governo italiano, che pure ha guidato il semestre europeo, in materia di marchi Ue per il rafforzamento alla lotta alla contraffazione che colpisce i prodotti del made in Italy . Risultati ottenuti da Renzi in questo ambito? Zero assoluto. E qui il Cavaliere sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda di Salvini. Salvo poi rimarcarne la differenza ontologica: «Ma noi non siamo né per lo sfascio né per gli estremismi».