Bimba uccisa dal fumo per corto circuito della televisione

La televisione nella sua cameretta fa corto circuito e muore praticamente nel sonno, a 11 anni, probabilmente avvelenata dalle esalazioni del fumo causato dall'incendio che si è sviluppato. È una tragedia terribile quella che si è consumata nel Barese, a Conversano. La piccola, di origine bulgara, è morta all'ospedale di Monopoli, dove era stata trasportata d'urgenza in ambulanza. Ma la corsa è stata vana. Quando è arrivata per lei non c'era già più nulla da fare. L'incidente si è verificato nella notte tra giovedì e venerdì, all'alba. La bambina, con i genitori e due fratelli, viveva in un'abitazione all'interno del Castello di Marchione, in contrada Putignano, praticamente nella stessa azienda agricola in cui il padre era stato assunto.

Ad accorgersi del fumo e a dare l'allarme la mamma della piccola vittima, l'uomo era già uscito per andare a lavoro. La donna si è accorta del fumo che veniva dalla stanza della bambina ed è accorsa. Ha cercato di rianimare la piccola, ma con ogni probabilità la bambina, nel sonno, aveva già inalato troppo fumo. È stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per spegnere la combustione, agevolata anche dal fatto che nella cameretta erano presenti dei giornali. Secondo le prime ipotesi la morte sarebbe arrivata per avvelenamento da monossido di carbonio. Il gas inodore, e pericolosissimo, si sarebbe sviluppato proprio per un surriscaldamento della televisione che si trovava nella stanzetta della bambina. Disperata la corsa all'ospedale di Monopoli dei genitori. Ma per la bambina, purtroppo, non c'è stato nulla da fare. Anche i due fratelli della piccola hanno avuto qualche problema di lieve intossicazione a causa del fumo. Ma nulla di grave. Al contrario invece della sorellina cui sarebbe stato fatale il sonno, che non le ha permesso di rendersi conto del pericolo.