Bimbo di 2 mesi abbandonato all'ospedale

I camici bianchi del reparto lo hanno voluto chiamare Francesco

L'hanno messo nella culla termica che si trova vicino al reparto di maternità, e se ne sono andati. Due mesi, cinque chili, il piccolo è stato subito preso in braccio e coccolato dal personale dell'ospedale Careggi di Firenze. È stato lasciato intorno alle 2 dell'altra notte scorsa nella «ruota» per bimbi abbandonati, attiva dal 2012 nell'ambito del progetto «Ninna hò». Infermieri e medici hanno deciso di chiamarlo Francesco. Le sue condizioni di salute pare siano buone ma dovranno essere fatti accertamenti. Prima di lui, nella moderna «ruota» installata nel 2012 a Careggi, era stata lasciata per la prima volta il 2 gennaio 2015 una bimba, prematura ma in buone condizioni, che il personale sanitario aveva chiamato Daniela. La culla termica è oggi dotata di tutti i comfort, al suo interno sono presenti sensori che fanno squillare cinque telefoni di allarme ed è collegata ad un monitor tramite una webcam. In corrispondenza dell'accesso ci sono una tapparella automatica termo-isolata, un citofono di comunicazione collegato con il reparto di terapia intensiva neonatale e un pulsante di comando, premendo il quale la tapparella si solleva, consentendo così di deporre il neonato. Una versione aggiornatissima dell'antica «ruota» che accoglieva i bimbi degli indigenti fin dal '400 nel vecchio ospedale degli Innocenti in piazza santissima Annunziata; allora ad avvertire le suore era una campanella che suonava perchè collegata da una corda al cilindro di legno dove venivano deposti i piccoli. «Siamo evidentemente in presenza di una situazione drammatica - spiega Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità e alle politiche sociali, immediatamente avvertita dell'accaduto -. È chiaro che il servizio Ninna ho è stato attivato per offrire un punto di riferimento certo per evitare tragedie. Vorrei ricordare anche che è possibile partorire in sicurezza nei nostri ospedali e, qualora si reputi impossibile proseguire il rapporto di maternità, lasciare il neonato alle cure dell'ospedale; è il progetto Mamma segreta».

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 22/02/2016 - 13:29

Meglio così che abortito. Io l'avrei chiamato Niky Vendolo.