Bloccati due jihadisti: preparavano un attacco

Gli arrestati sono fratelli . L'antiterrorismo temeva attentati, li teneva d'occhio da tempo

Francesco De Remigis

Mentre il presidente del consiglio regionale islamico della Normandia nega la sepoltura ad Adel Kermiche, uno dei killer del prete di Saint-Etienne-de-Rouvray, perché «quello che ha fatto è un gesto impuro, non vogliamo macchiare l'Islam», due fermi fanno ripiombare il Belgio nell'incubo attentati. Due fratelli, entrambi sospettati di coinvolgimento in un piano per compiere un attacco nel Paese, sono stati fermati la notte scorsa in due delle sette perquisizioni effettuate a Liegi e nella regione di Mons. Siamo nell'area francofona del Belgio, che mantiene il livello 3 di allerta di sicurezza su un massimo di quattro, cioè una minaccia «possibile o probabile». Sin da subito i sospetti maggiori si sono concentrati sul più grande dei due: Nourredine H., 33 anni, incriminato ieri a tempo di record per tentato omicidio a fini di terrorismo e partecipazione a banda armata di tipo terroristico. Rilasciato invece senza accuse il fratello venticinquenne Hamza.

Fonti della Procura Generale spiegano che Noureddine ha «recentemente viaggiato parecchio in Europa e ha mantenuto contatti intensi con la Francia».

Non sono però emersi legami con gli attacchi all'aeroporto di Bruxelles e alla metropolitana del 22 marzo scorso in cui sono morte 32 persone, riconducibili invece alla stessa cellula terroristica che ha colpito Parigi il 13 novembre 2015 in nome dello Stato Islamico.

A portare la polizia belga al confine francese, secondo l'emittente Rtbf, le informazioni di intelligence che da tempo davano i due come «aiutanti» per giovani che volessero unirsi alla jihad. Facilitatori con contatti per raggiungere le zone controllate dallo Stato islamico. Gli inquirenti hanno cominciato a seguirli quando si sono accorti che stavano tentando di procurarsi materiale per compiere presumibilmente un attacco in Belgio.

Originari di Bellevue a Frameries, a sudovest di Mons, sede del quartier generale militare della Nato non lontano dal confine con la Francia, i vicini descrivono la famiglia di Nourredine e Hamza come «molto praticante». Hanno un altro fratello e tre sorelle, ma negli alloggi perquisiti nella notte tra venerdì e sabato la polizia non ha trovato armi né esplosivi. Il Belgio e la città di Bruxelles, sede di istituzioni dell'Unione europea e della Nato, sembrano ormai pronti ad affrontare qualunque tipo di minaccia. Il centro federale di crisi due mesi fa ha lanciato una campagna su YouTube per «essere preparati» in caso di attentati o catastrofi naturali. Dopo l'allerta di ieri il video ha registrato centinaia di accessi, per accedere a consigli su come muoversi in caso di emergenza.

«Informarsi. Prepararsi. Insieme», è lo slogan pensato per educare i cittadini al rischio terrorismo. Lo stesso rischio che colse impreparata la città e la polizia nell'attentato allo scalo di Zaventem e alla stazione della metro di Maalbek.

Il video mostra come evacuare in brevissimo tempo una casa, raccomanda di spiegare ai bambini ciò che potrebbe accadere, e si ricorda di avere sempre a portata di mano i numeri di emergenza. Gli ultimi arresti in Belgio c'erano stati il 25 giugno, sempre a pochi chilometri dal confine francese. Due uomini a Verviers e a Tournai accusati di «partecipazione a gruppo terrorista». Intanto anche l'Olanda ha approvato nuove misure di sicurezza «preventive». Controlli severi intorno e dentro l'aeroporto di Amsterdam-Schipol, dopo una segnalazione di minaccia non meglio specificata.