Boeri pensa già ad altri tagli Il governo vuole flessibilità

Il presidente punta a un contributo di solidarietà. Nannicini e Poletti smentiscono

I dati Inps sui 500mila super-pensionati che intascano sostanziosi assegni da oltre 36 anni è un assist fin troppo facile per Tito Boeri, presidente dell'ente di previdenza. Gli basta toccare la palla per metterla in rete. Ieri, a Vicenza per un convegno, non si è fatto sfuggire l'occasione per tornare alla carica con il suo cavallo di battaglia: il contributo di solidarietà da imporre sugli assegni più elevati. «Siccome sono state fatte concessioni eccessive in passato e queste concessioni eccessive oggi pesano sulle spalle dei contribuenti ha detto Boeri -, credo che sarebbe opportuno andare per importi elevati a chiedere un contributo di solidarietà per i più giovani e anche per facilitare e rendere più facile anche a livello europeo questa uscita flessibile».Tagli agli sprechi? Controlli più stringenti sulla gestione del sistema previdenziale? Niente affatto. Le sforbiciate vanno a colpire i pensionati e in particolare i più vecchi, quelli che probabilmente fanno più fatica a farsi sentire. Ma forse allo studio di Boeri non c'è soltanto un prelievo straordinario, quanto una complessiva revisione dei diritti acquisiti. «Abbiamo formulato proposte molto articolate che guardano all'età e alla decorrenza della prima pensione - ha aggiunto infatti il numero uno dell'Inps -. Quando si guarda anche agli importi pensionistici bisognerebbe sempre guardare da quanto tempo vengono percepiti questi importi. Possono essere anche importi limitati ma se uno li ha percepiti da quando aveva meno di 40 anni, cumulandosi nel tempo vengono a stabilire un trasferimento di ricchezza pensionistica considerevole».Secondo il classico gioco delle parti, alla provocazione di Boeri hanno fatto eco due uomini di governo. Tommaso Nannicini, ex consulente economico di Palazzo Chigi ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha negato che il prelievo di solidarietà sia all'esame dell'esecutivo. «Non c'è nessuna istruttoria né tecnica né politica su contributi dalle pensioni», ha precisato. E Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha confermato: «Su questo versante non c'è nulla. Il contributo di solidarietà oggi sulle pensioni alte esiste già, è a scadenza, dovrà essere valutato se confermarlo in quella maniera o diversamente. Non credo ci sia altro. Questi terreni vanno valutati concretamente se e quanto ci sono le condizioni, altrimenti facciamo atti che preoccupano le persone e producono solo incertezza. Il governo deve parlare con atti che diventano decisioni concrete».Intanto però il segnale è nuovamente lanciato, Boeri ha ricominciato a esercitare il suo pressing sul governo. Dove invece si insiste a dire che l'unico terreno su cui si intende intervenire è quello della flessibilità in uscita. «Il tema è di introdurre flessibilità senza tornare indietro rispetto all'equilibrio finanziario e di equità tra le generazioni che già c'è nel nostro sistema pensionistico - ha detto Nannicini -. La questione resta nell'agenda del governo, di qui alla prossima legge di stabilità si tratta di capire se e come metterci mano». Per Poletti «il problema vero è trovare quel punto di equilibrio di sostenibilità economica e sociale che ci consente di fare l'operazione».SFil