Bombe dell'Isis in due chiese. La strage dei cristiani d'Egitto

Attentati al Cairo e Alessandria nella Domenica delle palme I morti sono 45. Al Sisi dichiara lo stato d'emergenza per tre mesi

Con la terribile mattanza nella Domenica delle Palme, l'Isis ha voluto lanciare il suo macabro ammonimento in vista del viaggio di Papa Bergoglio in Egitto (28 e 29 aprile). L'ha spiegato il ministro degli Interni Abdel Gaffar, confermando che il doppio agguato a Tanta e ad Alessandria ha provocato la morte di 47 persone e il ferimento di altre 112. L'Isis, che a sua volta ha rivendicato il vile atto attraverso il canale Amaq, ha preso di mira (per la 37esima volta negli ultimi 5 anni) la comunità copta cattolica presente in Egitto, rappresentata da otto milioni di fedeli, e aperta al dialogo con le altre confessioni grazie all'ottimo lavoro di mediazione intrapreso dal patriarca Teodoro II. Dal 2012 è a fianco del Vaticano e del Grande Imam dell'Università di Al-Azhar, Ahmad Muhammad al-Tayyib, nel dar vita a un'opera di concertazione contro il terrorismo. «Purtroppo chi di questi tempi tenta di mettere in campo gli strumenti della diplomazia viene punito con ferocia inaudita - ha ammesso Gaffar - venerdì è toccato a Stoccolma, oggi a noi».

Il primo dei due attacchi è avvenuto intorno alle 10 nella chiesa di San Giorgio della città di Tanta (90 km a Nord del Cairo). Un kamikaze con cintura esplosiva, seduto nelle prime file, si è lasciato saltare in aria mentre il coro stava cantando, provocando 29 morti. Al momento dell'esplosione nella chiesa c'erano circa 2mila persone. Pochi minuti dopo l'attentato le forze di polizia hanno arrestato due persone, una terza invece è riuscita a fuggire. Nell'edificio sarebbero stati disinnescati dagli artificieri altri due ordigni. Neppure il tempo di comprendere che cosa stesse accadendo che una seconda deflagrazione ha investito alle 12 l'ingresso della cattedrale di San Marco ad Alessandria, dove in quel momento stava officiando messa proprio il patriarca Teodoro II, tra i probabili obiettivi dei jihadisti. Agenti di fronte alla chiesa (per via delle reiterate minacce gli edifici copti vengono presidiati) si sono insospettiti per il comportamento di un uomo sul sagrato. Quando si sono avvicinati per fermarlo il kamikaze si è fatto esplodere uccidendo un ufficiale, altre 17 persone e ferendo numerosi agenti.

Sugli attentati è intervenuto il presidente egiziani Al Sisi che ha parlato di «oltraggioso atto» perpetrato «da forze del male che rafforzano la nostra risolutezza nel raggiungere stabilità e sicurezza». Al Sisi ha rimosso i capi di sicurezza e polizia criminale di Tanta e Alessandria, e dato ordine all'esercito di disporsi a protezione delle infrastrutture importanti e dei punti sensibili, ricordando che «il Papa verrà accolto con grande entusiasmo e senza alcun pericolo per la sua incolumità». In serta il presidente ha dichiarato l'instaurazione di un regime di stato d'emergenza per la durata di 3 mesi. Il Santo Padre durante la celebrazione delle Palme ha chiesto «una preghiera per i morti di Stoccolma e dell'Egitto».