Bonus ai pensionati, il bluff dura 24 ore

Il premier smentito da Zanetti sugli 80 euro. Anche Padoan contrario

Antonio Signorini

Roma Il superamento della riforma Fornero, rendendo più flessibili i requisiti per il pensionamento, è sempre meno probabile. E anche gli 80 euro ai pensionati promessi da Matteo Renzi non se la passano molto bene. È di martedì l'uscita del premier sull'intenzione del governo di allargare anche a chi si è ritirato dal lavoro il bonus oggi destinato a 10 milioni di italiani che guadagnano meno di 1.500 euro.

Ieri una bocciatura molto pesante è arrivata dal ministero dell'Economia, per la precisione dal viceministro Enrico Zanetti. «Senza un ordine di priorità si rischia di affiancare all'esasperato populismo di opposizione, che affligge il nostro Paese, un populismo di governo di cui non abbiamo bisogno». Presa di posizione netta che viene da un esponente del governo spesso non allineato. Suona come una censura di Zanetti (che è anche segretario di Scelta civica, partito della maggioranza) al premier, ma in realtà dà corpo ai timori del ministero di via XX Settembre, che si appresta a presentare il Def, documento di economia e finanza, e relativo Pnr, Piano nazionale delle riforme. Entrambi da esporre alla Commissione europea.

Sulle pensioni si stanno accumulando troppe aspettative e il ministero dell'Economia teme che il governo voglia assecondarle tutte. Zanetti ha fatto presente le sue priorità. Non gli 80 euro ai pensionati, bisogna «pensare prima a chi non ha né un lavoro né una pensione». Poi «eventualmente» le misure per introdurre qualche forma di flessibilità in uscita.

Pier Carlo Padoan è più morbido nei toni, ma nella sostanza è ancora più fermo di Zanetti nel non volere toccare le riforme precedenti, compresa quella del governo di Mario Monti.

Ieri il ministro dell'Economia si è lanciato in una difesa del sistema italiano. «L'Italia ha messo in atto ambiziose riforme del sistema pensionistico: gli indicatori europei ci segnalano tra i migliori sistemi esistenti». Messaggio ufficialmente rivolto all'Europa, in realtà destinato a Renzi, che significa: lasciamo tutto come è adesso. La decisione è tutta politica, spiegano ieri fonti governative. Vero che la flessibilità è stata annunciata a più riprese da vari esponenti dell'esecutivo. Ma è anche vero che il premier Renzi, a una norma che porterà benefici in futuro a una platea difficilmente individuabile e poco consapevole, preferisce un regalo percepibile da subito. Ai pensionati (sono tanti e non si astengono) o ai contribuenti, con un taglio delle tasse.