«Il bonus ristrutturazioni non è sufficiente Meno imposte»

Roma Il capitolo casa, tra bonus antisismici ed ecologici, dovrebbe essere un fiore all'occhiello della manovra. Ma per i proprietari di casa, in particolare se non devono ristrutturare, le buone notizie finiscono qui. Per questo Confedilizia, se non spunteranno novità di rilevo nel testo definitivo, non si dichiarerà soddisfatta. «Parliamoci chiaro. Quello che servirebbe è una riduzione della pressione fiscale sugli immobili dell'ordine di diversi miliardi di euro», ha spiegato il presidente Giorgio Spaziani Testa.

Il governo di Matteo Renzi, insomma, non ha fatto abbastanza per liberarsi della pesante eredità del passato. I governi Monti e Letta hanno introdotto una tassazione sul mattone «sostanzialmente espropriativa e che è una peculiarità di questo comparto. Una tassazione che dopo l'eliminazione della Tasi sulla prima casa (con eccezioni) si colloca intorno ai 22 miliardi di euro ogni anno».

Confedilizia non ha fatto cifre né richieste esplicite sulla riduzione della tassazione sul mattone. Ma la stangata sui proprietari è nota. Sono 12 miliardi di tasse in più nel giro di pochi anni.

«Un'enormità». Impossibile mettere a bilancio una restituzione integrale. Ma anche una riduzione della patrimoniale «resterà un proposito irrealizzabile finché non arriverà un governo che, oltre a comprendere l'importanza del settore immobiliare ai fini dello sviluppo e della crescita, avrà il coraggio di procedere a una corposa riduzione della spesa pubblica».

Dall'utopia alla realtà, ci sarebbero delle misure che il governo potrebbe adottare. Confedilizia in occasione della legge di Bilancio ne segnala due. Innanzitutto la riduzione delle tasse su negozi e uffici, che oggi subiscono una imposizione che può arrivare fino all'80 per cento. Quindi, cedolare secca per gli immobili non abitativi e l'aumento al 25 per cento della deduzione forfettaria Irpef per le spese, inopinatamente. Poi delle misure per gli affitti calmierati: stabilizzazione (con, possibilmente, estensione a tutta Italia) della cedolare del 10%; limite di legge alle aliquote Imu-Tasi.

Poi c'è un'altra misura. Sulla proprietà fondiarie in Italia vige una misura kafkiana. La tassazione dei canoni di locazione non percepiti. Se non si vuole abolire questa ingiustizia, la proposta di Confedilizia è di «uniformare la disciplina riguardante gli affitti non abitativi a quella degli affitti abitativi». Solo per questi ultimi c'è una deroga che, attraverso un meccanismo complesso e costoso, permette di non pagare le tasse sulle somme non incassate.AnS