Boom di malati senza memoria. Ora un Gps li riporterà a casa

In tempo reale lo staff medico sarà in grado di rintracciare chi si è perso

Immaginate un piccolo gps. Di quelli che le compagnie di assicurazione ti obbligano ad installare sull'auto nuova in cambio di uno sconto sulla polizza. Con quell'attrezzo i ladri non possono fare molta strada: l'auto dirà alla polizia dove si trova. Ora lo stesso meccanismo sarà utilizzato per rintracciare gli esseri umani. Non quelli che spariscono per scappare con l'amante o dai debiti, ma quelli che perdono la memoria, non sanno più chi sono o non si ricordano come si chiamano o dove abitano. Un piccolo e sparuto popolo di indifesi che ingrossa ogni giorno le sue fila. Ecco perché è una bella cosa quella che contiene il nuovo protocollo di intesa firmato al ministero dell'Interno dal commissario straordinario del governo per le persone scomparse, Vittorio Piscitelli e dai ministeri della Salute e del Lavoro. Il suo scopo è infatti quello di adottare, su tutto il territorio nazionale, sistemi di geo localizzazione per il ritrovare le persone scomparse affette da gravi patologie neurodegenerative, in collaborazione con le sale operative delle forze dell'ordine, polizia e carabinieri.

«Un fatto altamente innovativo e concreto che spero parta in tutte le regioni al più presto» sollecita il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo che spiega con i numeri l'importanza strategica dell'iniziativa. «In Italia circa 800 mila persone sono affette da demenza con un'incidenza annuale di 150 mila e molte di queste persone si allontanano da casa senza essere ritrovate a causa della perdita della memoria o del disorientamento spaziale e restano vittime anche di incidenti». Ed è proprio a loro che è dedicato questo piccolo dispositivo elettronico, dal costo di circa 120 euro, che viene appuntato alla cintura o messo al collo del malato ed è in grado di avvertire la centrale di controllo nel momento in cui si allontana dal perimetro definito con i familiari. Se i primi tentativi di rintracciarlo falliscono scatta l'allarme e il centro di monitoraggio invia immediatamente uno stato di allerta alle forze di polizia.

«Ci siamo sempre mossi - ha spiegato il prefetto Piscitelli - sulla ricerca degli scomparsi e ora ci muoviamo finalmente sul terreno della prevenzione perché purtroppo molti affetti da Alzheimer sono potenziali scomparsi». Fino ad ora, infatti, ben 1298 persone che hanno oltre 65 anni sono scomparse nel nostro paese. Di questi fantasmi quasi mille non avevano ragione di sparire, i rimanenti erano ammalati di demenza.

Ma i dati forniti dal gruppo interforze del ministero dell'Interno sono la punta di un iceberg. Di fatto più di 800 mila persone sono affetti da demenza, patologia che li induce ad allontanarsi da casa e a perdersi. E il Rapporto mondiale Alzheimer rincara la dose rilevando che in realtà in Italia i mlati sono un milione e 241 mila nel 2015 i nuovi casi di demenza hanno raggiunto quota 269.000 con dei costi complessivi che superano i 37 miliardi di euro.

Nel nostro paese, secondo le previsioni, le persone con demenza saranno ben 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050.