Per la borsa che porta la Luna, i prezzi sono volati alla stelle

All'asta per 4 milioni la sacca con cui Armstrong portò sulla Terra le pietre lunari. Che ha una storia bizzarra

In tutto 384.400 chilometri: questa è la distanza che separa la Terra dalla Luna. Da che esistiamo, noi esseri viventi abbiamo sempre guardato, ammirato, studiato il nostro satellite. E quella sua faccia nascosta, quella che la Luna non mostra mai, ci ha sempre attratti come calamite. I Pink Floyd, nel 1973, ci hanno scritto un album intero The Dark Side of the Moon. E noi, esseri umani piccoli come formiche in questo benedetto universo, quando guardiamo il nostro satellite bianco, ci sentiamo minuscoli. Eppure, noi, sulla Luna, ci siamo stati.

Quando Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins sono atterrati sulla Luna era il 20 luglio del 1969. Per il primo passo, avrebbero atteso sei ore. Era il 21 luglio, alle ore 2.56 e Armstrong e Buzz non avevano neanche voluto riposare prima di scendere sul terreno lunare perché volevano andarci subito. E la loro impazienza era la stessa che, immaginando i salotti di allora, potevano avere quelli che, nel 1969, erano bambini e che ora sono adulti. Adulti che quell'atterraggio e i primi passi dei loro astronauti preferiti se li ricordano ancora benissimo.

Oggi è l'anniversario di quell'evento così straordinario che veniva trasmesso dai televisori di tutto il mondo. I primi passi, l'impronta ovale di una suola, tre generazioni di persone incollate agli schermi in bianco e nero e quella frase: «Houston, qui Base della tranquillità. L'Eagle è atterrato» che avrebbe segnato un'epoca.

E, oggi, esattamente 48 anni di distanza, la casa d'aste Sotheby's mette in vendita 173 lotti legati al lancio di Apollo 11.

Ma c'è una storia bizzarra dietro a uno dei lotti di questa asta. Il lotto numero 102 contiene una borsa. A guardarla, sembra una piccola borsa rettangolare. È bianca, con la cerniera dorata. Stampate sopra ci sono le parole «Lunar sample return», scritte in stampatello maiuscolo. Ed è proprio la sacca che ha utilizzato Neil Armstrong per riportare sulla Terra i suoi campioni di roccia.

La storia è questa: la borsa lunare, contenente vari reperti della missione Apollo 11, è arrivata a Sotheby's dopo aver subito diverse peripezie. La borsa è stata conservata e quasi dimenticata insieme ad altro materiale della spedizione lunare. Poi, è stata sequestrata dal Dipartimento americano della Giustizia e venduta a all'asta Nancy Lee Carlson, una signora di Chicago che l'ha comprata a meno di mille dollari (Reuters riporta il prezzo dell'acquisto a 995 dollari). Quindi, la signora Carlson, affascinata dalla storia della borsa, ne ha chiesto la validazione. Dove portarla per le verifiche? Ovviamente, alla Nasa. La provenienza del prezioso cimelio, è stata accertata dalla Nasa: la borsa era veramente quella in cui Armstrong ha raccolto i campioni lunari nel 1969. Però, quando la Nasa ha scoperto che la signora possedeva la sacca ha intentato un'azione legale per riprendere possesso della borsa. Ma la Nasa ha perso la battaglia e ha dovuto restituire la borsa. Quindi, la signora ha messo in vendita la sacca con i cimeli attraverso la casa d'aste Sotheby's. Sotheby's dice che la Carlson ha deciso di donare una parte del ricavato della vendita in beneficenza e istituire una borsa di studio alla Northern Michigan University.

Possiamo immaginare che la Nasa non sia tanto felice: Jim Hull, il direttore delle mostre e dei manufatti della Nasa (National Aeronautics and Space Administration) ha dichiarato a Reuters che «nonostante ci siano delle restrizioni legali nelle vendite dei materiali delle missioni lunari, che includono la vendita di rocce e polveri, è possibile che alcuni elementi siano stati venduti sul mercato nero». L'asta, chiamata Space Exploration, apre oggi e si terrà a New York.

Oltre alla sacca, saranno venduti anche altri oggetti: il lotto numero 64 contiene la tuta del programma spaziale Gemini. Valore stimato? Tra i 40 e i 60mila dollari: il prezzo di mercato di un'auto di fascia medio alta.

Ma la cosa più preziosa resta la piccola sacca dimenticata per anni e riportata alla luce: dentro ci sono rocce e quella sabbia che Armstrong descriveva come «a grana molto fine... quasi come polvere».

Secondo le stime, si ipotizza che la borsa di Armstrong possa valere 4 milioni di dollari.