Le Borse brindano poco: troppi ostacoli all'accordo

L'accordo per la Grecia non innesca il rally sulle piazze europee. Le Borse chiudono in rialzo ma sotto i massimi di giornata. Gli investitori dunque rimangono cauti anche perchè, gli ultimi due giorni della settimana scorsa i rialzi erano stati consistenti. Oltretutto, dato che la trattativa va avanti ma non è certo conclusa, la prudenza è d'obbligo. Visto che la soluzione è legata alla capacità del governo ellenico di approvare entro tre giorni un'imponente serie di riforme.

Il risultato è che Milano chiude sotto i massimi con un rialzo dell'1%, Francoforte sale dell'1,49% e meglio fa Parigi +1,98% mentre Londra senza euro e dunque ai margini del sistema sale dello 0,85%. L'euro parte forte nei confronti del dollaro, superato il rischio di rottura dell'Eurozona, poi si indebolisce e scende sotto quota 1,1. Andamento simile per lo spread, che prima scende fin sotto 120 punti base, ai minimi da due mesi, poi risale in area 125 punti con il rendimento dei decennali italiani al 2,2%.

Ora le attenzioni sono rivolte verso la riunione della Bce, giovedì prossimo: verranno definite le prossime manovre di politica monetaria, ma soprattutto Draghi farà il punto sulla situazione dell'Eurozona, alla luce anche di quanto sta accedendo in Grecia. Quanto alle Borse asiatiche reduci dalle turbolenze della settimana scorsa hanno ripreso fiducia. Trokia la prima a chiudere ieri mattina ha registrato un +1,57%, sommettendo se pure al buio che un'intesa sarebbe stata presa per convenienze reciproche. L'Asia del resto guarda più allo stabilizzarsi dei mercati cinesi, dopo lo scoppio della bolla finanziaria

Bene anche la Cina che ha segnato il terzo giorno di recupero, con Shanghai in crescita del 2,4%. Sul mercato sono tornate agli scambi i titoli di oltre 350 aziende, sospese la scorsa settimana, ma restano 1.016 società ancora fuori dalle contrattazioni. Sul fronte macroeconomico, la Cina ha registrato la caduta del commercio con l'estero nei primi sei mesi dell'anno: la contrazione è del 6,9%, con le esportazioni in aumento dello 0,9% su base annua, ma con un crollo del 15,5% nelle importazioni. Debole anche la produzione industriale in Giappone a maggio ha registrato un calo del 2,1% su base mensile. Si tratta del dato definitivo che modifica un preliminare leggermente peggiore: -2,2%.

Sempre sul fronte macroeconomico a sostenere le quotazioni concorrono anche le parole della governatrice della Federal Reserve, Janet Yellen, che venerdì ha confermato il rialzo dei tassi entro fine anno, sottolineando, però, che la stretta avverrà solo se la crescita confermerà la propria solidità. Sul fronte delle materie prime, le quotazioni dell'oro sono stabili a 1.153 dollari l'oncia, in leggero calo dello 0,4%. Petrolio sempre debole le quotazioni perdono poco meno dell'1% in area 52,3 dollari al barile. In crescita Wall Street che alle ore 21 segna un +1% per il Dow e +1,2% per il Nasdaq.