La Boschi in Aula ferma alle dichiarazioni d'intenti. La Procura di Roma indaga. E Forza Italia resta in pressing: «Ora la commissione d'inchiesta»

Pier Francesco BorgiaRoma L'imbarazzo sembra ormai la cifra di questo governo. Basta prendere il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e ascoltare cosa ha detto ieri durante il question time nell'aula di Montecitorio per rispondere all'interrogazione urgente depositata da Renato Brunetta (Fi), appena è divenuta di dominio pubblico l'attività di intelligence da parte dell'americana Nsa (National security agency) nei confronti di alcune utenze telefoniche del governo Berlusconi nel 2011.La Boschi ha ricordato quanto già consegnato alle agenzie di stampa martedì sera. E cioè che la Farnesina ha convocato l'ambasciatore Usa. «La novità, se confermata - spiega la Boschi -, è l'attività di spionaggio ai danni di soggetti collegati al governo italiano. Fatto che, ovviamente, sarebbe per noi inaccettabile. Come inaccettabile deve essere sempre un'attività intercettiva nei confronti di un governo alleato da parte degli Stati Uniti; tutto ciò, quindi, richiede sicuramente un'urgente approfondimento». Incalzata da Brunetta la Boschi ha poi aggiunto che Palazzo Chigi si preoccuperà di effettuare «ulteriori approfondimenti attraverso i canali tecnici di collaborazione anche con gli Stati Uniti e tutti gli elementi che dovessero emergere saranno prontamente riferiti in sede parlamentare». Insomma stiamo ancora alle dichiarazioni di intenti.Più dinamica si è dimostrata la Procura di Roma che intanto ha aperto un fascicolo di indagine sulle presunte intercettazioni telefoniche di Silvio Berlusconi nel 2011. Allo stato attuale il fascicolo, senza ipotesi di reato e indagati, contiene però soltanto articoli di stampa.Non si placa poi l'azione di Forza Italia. Una sua delegazione guidata dai presidenti dei gruppi parlamentari Renato Brunetta e Paolo Romani ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti, Marco Minniti. Durante l'incontro Minniti ha riferito in merito alle richieste di chiarimento avanzate dal governo italiano all'ambasciatore statunitense, John Phillips. Brunetta e Romani hanno manifestato grande preoccupazione per quanto emerso, evidenziando con determinazione il rischio concreto di una violazione della nostra sovranità nazionale. L'obiettivo degli azzurri è ora di far istituire una commissione d'inchiesta perché, ha spiegato Brunetta, «è bene tutelare la sovranità delle nostre istituzioni».Oggi Minniti verrà ascoltato al Copasir su questa vicenda e Forza Italia (non presente in questa Commissione parlamentare) ha chiesto di essere rappresentata. D'altronde l'assenza di Forza Italia nel Copasir è, a detta di Deborah Bergamini, «una gravissima anomalia». «Non è più ammissibile - spiega la parlamentare - che vi siano tre esponenti di Pd e M5S e nessuno di Forza Italia. Chiediamo ai presidenti di Camera e Senato di colmare questa falla nella nostra democrazia». Tra le cose da cambiare, invece, per il leader della Lega Matteo Salvini c'è proprio il rapporto con gli Stati Uniti: «Rimettiamo in discussione questa onnipresenza degli Usa in casa nostra», con velato riferimento allo sfruttamento della base militare di Sigonella. Intervenendo alla trasmissione Coffee break de La7, Stefano Fassina, candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, ha chiamato in causa la Ue. «Dovrebbe farsi sentire con un'unica voce - spiega - Non ci possiamo permettere di essere trattati come l'ultimo degli staterelli di un territorio inaffidabile».