Brexit, così anche i vip si dividono a colpi di spot

Da Beckham a Branson, molti i testimonial del «remain». Ma c'è anche chi vuole l'addio all'Ue

Massimo Malpica

In o Out? Alla vigilia del referendum con il quale i sudditi di Elisabetta voteranno se restare o uscire dall'Unione Europea, in Gran Bretagna si moltiplicano gli appelli dei «vip» schierati apertamente con una delle due fazioni. Insomma, parafrasando Shakespeare, «to leave or to remain, that is the question». E sia i fan della Brexit che i pro-Ue contano molto sull'appoggio alle rispettive cause dei volti noti che scelgono di esplicitare le proprie posizioni prima del voto.

Il «no Brexit», va detto, conta sul maggior numero di «testimonial» dalla fama internazionale. C'è un mito del calcio come David Beckham (ma anche i team della Premier League si sono detti favorevoli al «remain») che su Instagram ha preso posizione pro-Ue (incassando il plauso pure della moglie Victoria), ma anche la «mamma» di Harry Potter, J.K. Rowling, è tra i tanti che si sono spesi e si stanno spendendo per mantenere il Regno Unito dentro i confini dell'Unione. Contro la Brexit anche un personaggio decisamente fuori dagli schemi come il giornalista e conduttore televisivo Jeremy Clarkson, per anni storico presentatore di Top Gear sulla Bbc. Il partito del remain può contare anche su un nutrito e prestigioso gruppo di protagonisti del cinema britannico, dal regista di Trainspotting e The Millionaire Danny Boyle a Ken Loach, fino agli attori Jude Law, Benedict Cumberbatch, Patrick Stewart, Kristin Scott Thomas, Helena Bonham Carter, Keira Knightley e Emma Thompson.

Anche l'inventore di X-Factor Simon Cowell voterà «in» al prossimo referendum, come pure l'architetto Anish Kapoor, la stilista Vivienne Westwood, Elton John e i membri della band Franz Ferdinand. Piuttosto compatta sul «remain» anche la comunità scientifica, convinta che la Brexit danneggerebbe irreversibilmente la ricerca britannica. Per il «remain» si sono schierati, tra gli altri, Stephen Hawking («Se il Regno Unito lascia la Ue sarà un disastro per la scienza e le università britanniche»), il padre del bosone Peter Higgs e numerosi premi Nobel. Vuol sconfiggere gli euroscettici anche il boss della Virgin, il miliardario Richard Branson, secondo il quale quello di domani «sarebbe un giorno molto triste se i britannici votassero per uscire dall'Unione europea». E se il premier britannico David Cameron per dire no alla Brexit si è fatto fotografare sulle celebri strisce pedonali di Abbey Road, il baronetto Paul McCartney, invece, non ha preso una posizione sull'imminente voto, preferendo non schierarsi.

Anche il fronte Brexit, però, schiera un piccolo esercito di vip per dire addio agli euroburocrati. C'è Michael Caine in prima fila, convinto che «il Regno Unito non può prendere gli ordini da migliaia di burocrati anonimi» e pronto a lasciare la Ue (a meno - concede - di «significativi cambi di rotta» nella gestione dell'Unione). Con lui, sulle stesse posizioni, ci sono anche le «colleghe» Joan Collins e Elizabeth Hurley. Anche l'ex difensore della nazionale inglese Sol Campbell è un convinto sostenitore del Brexit, come pure l'ex Liverpool John Barnes. Anche l'autore dei romanzi che hanno ispirato la serie tv House of Cards, Michael Dobbs, così come il creatore di «Downtown Abbey» Julian Fellowes, «tifano» Brexit. Schierati per l'«out», infine, pure l'imprenditore James Dyson, inventore dell'omonimo aspirapolvere senza sacchetto, e il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone, che - fosse per lui - affiderebbe la Ue a Vladimir Putin.