Brunetta inchioda Guglielmi: moralista nepotista

L'azzurro: disprezza Berlusconi ma sua figlia è piazzata alla tv di Stato

Roma Renato Brunetta versus Angelo Guglielmi. L'attacco del dirigente di Fi all'ex direttore di Rai3 arriva in un'infuocata lettera a Dagospia, in cui l'azzurro critica il moralismo mostrato dal giornalista in un'intervista a Il Fatto, di pochi giorni fa.«Disprezza Berlusconi - scrive Brunetta- figlio di un direttorino di banca. Io che sono figlio di un ambulante, mi chiedo come possa parlare così uno che dopo aver fatto il direttore di Rai3, ha piazzato la figlia a Rai3». Nell'intervista, che vola alto con giudizi su Moravia e Pasolini, Gadda e Arbasino, che magnifica la «sua» Rai contro quella già «morta» del «borioso e inconsistente» Campo Dall'Orto, Guglielmi dopo aver infilzato Occhetto, D'Alema e Veltroni, se n'esce con questa frase: «Berlusconi era figlio di un disgraziato. Di un direttorino di banca. Anche se non bisogna chiedersi da dove vengano i soldi perché da dove vengono è chiarissimo, era impossibile non provare per Berlusconi una certa ammirazione». Ecco Brunetta questa frase non vuol farla passare inosservata. Quando «con elegantissima puzza sotto il naso» l'ex direttore fa notare che «il Cavaliere è di natali senza blasone», sottolinea, «si percepisce un'idea di sé e del suo mondo dove si disprezza l'umile affannarsi del formicaio umano, fatto di direttorini e operaietti, troppo vicini alla terra rispetto al pinnacolo della moralità e del sapere dove svolazza Angelo, nomen omen». Così Brunetta si chiede dove avrà «sistemato la prole» lui, «una persona di così squadernata superiorità, non un direttorino di banca qualsiasi». E ricorda che Annalisa Guglielmi «risulta assunta, imbullonata, non precaria come le migliaia di figli di borghesucci piccoli piccoli, nella sede dell'azienda di Stato a Milano». Non finisce qui, perchè Maurizio Gasparri di Fi annuncia di aver presentato in commissione di Vigilanza sulla Rai un'interrogazione sulla vicenda. AMG