Bruno Contrada senza pace: ancora perquisito

Agenti a casa dell'ex poliziotto per cercare documenti e foto legati al delitto di Nino Agostino

Roma - Sembra non finire mai. Sembra che l'accanimento di giudici e inquirenti contro Bruno Contrada continui, a dispetto di tutto e a dispetto soprattutto delle sentenze di Corte di Cassazione e di Corte europea dei diritti dell'uomo che hanno praticamente riabilitato, ormai è un anno, l'ex dirigente del Sisde già capo della Mobile di Palermo tra gli anni Settanta e Ottanta, considerando la condanna a dieci anni per concorso esterno (416 bis) «ineseguibile e improduttiva di ogni effetto penale».

Ieri agenti di polizia sono entrati nella sua casa di Palermo per eseguire una perquisizione disposta dalla Procura generale di Palermo. Alla perquisizione ha assistito anche il legale di Contrada, Stefano Giordano, che ha precisato che l'ex dirigente del Sisde non è indagato. La perquisizione fa parte delle indagini che cercano di far luce sull'omicidio dell'agente Nino Agostino e di sua moglie Ida Castellucci, avvenuto il 5 agosto del 1989.

Dall'appartamento dell'ex capo della Mobile di Palermo gli agenti della Direzione investigativa antimafia hanno portato via alcune fotografie, che risalgono al tempo in cui Contrada lavorava alla Mobile come vice di Boris Giuliano, alcune carte processuali e un memorandum. Anche se non indagato Contrada era intercettato. L'ex agente del Sisde avrebbe fatto riferimento, in un colloquio in casa sua col figlio, a fascicoli che ancora custodirebbe. Da qui l'esigenza della Procura di far controllare dalla Dia se tenesse vecchie carte. Tra le cose prelevate anche una lettera, mai spedita, indirizzata al pm Nino Di Matteo e di cui restano poche righe iniziali, in cui l'ex dirigente del Sisde tenta di chiarire alcuni aspetti delal sua deposizione sul delitto Agostino. Di Matteo, col collega Francesco Del Bene (entrambi sono oggi alla Dna, a Roma) aveva coordinato le indagini, chiedendo l'archiviazione, e a quel punto la Procura generale, diretta da Roberto Scarpinato, era intervenuta avocando il fascicolo. L'obiettivo di quest'ultima perquisizione è - secondo gli inquirenti - capire se Contrada tenga ancora documenti (appunti, fotografie, atti ufficiali, file) riguardanti i suoi rapporti con Guido Paolilli, ex agente oggi in pensione, a suo tempo indagato per il depistaggio delle indagini sul duplice delitto Agostino-Castelluccio. Oggetto delle verifiche pure i rapporti tra Contrada e Giovanni Aiello, altro ex agente, chiamato «Faccia da mostro» e morto nel 2016, e l'eventuale coinvolgimento di Agostino in attività di ricerca di latitanti e altre attività extraistituzionali.

«Il nulla assoluto - ha commentato l'avvocato Giordano -. Non una perquisizione bensì una persecuzione giudiziaria nei confronti di un uomo libero e innocente. Evidentemente qualcuno si è già dimenticato della sentenza di un anno fa (7 luglio, ndr) della Corte di Cassazione».

Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Sab, 30/06/2018 - 10:13

Non è possibile un accanimento del genere, per me gli vogliono tappare la bocca perché è a conoscenza di qualche porcata di stato.

Jon

Sab, 30/06/2018 - 10:40

Si perquisisca casa di Napolitano e Mancino..visto che non ricordano.

steacanessa

Sab, 30/06/2018 - 10:42

Possibile che il moviola del colle non senta il dovere di intervenire convocando una riunione del csm di cui è, sino ad ora, indegno presidente? Basta con questa magistratura barbara e senza controllo!

Maura S.

Sab, 30/06/2018 - 11:12

Il motto vigente, al colle è l seguente = non vedo, non sento, nn parlo = Meglio farsene una ragione.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Sab, 30/06/2018 - 13:24

A certa magistratura (che perde) la digestione diventa difficile.. Ma è tutto regolare, naturalmente.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 30/06/2018 - 20:13

Perlomeno Hitler e Stalin, nonché i soliti dittatori sparsi per il globo terracqueo pro tempore, esercitavano la giustizia in tempi rapidi ... un colpo in testa o su commissione presso il "noto locale".

seccatissimo

Dom, 01/07/2018 - 00:45

In Italia non abbiamo una sola dittatura che rende la vita un inferno ai cittadini contribuenti, ma addirittura due: la dittatura della burocrazia e la dittatura della magistratura ! Non saprei dire quale delle due sia la più feroce e la più disumana !