Bufala su Whatsapp, Renzi alza la voce

Roma «Ragazzi, sono Matteo Renzi e vi dico: non fatevi fregare». Il messaggio vocale del premier è stato messo in rete ieri su WhatsApp, ed è subito rimbalzato su tutti i siti e le tv. Scopo: neutralizzare l'ondata di paure irrazionali scatenata da una serie di bufale sul rischio terrorismo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso a Palazzo Chigi, dove già si respira una forte irritazione per il modo in cui l'Fbi ha reso pubblici (invece di usare i più discreti canali istituzionali) gli allarmi sui possibili attentati sul nostro territorio è stato un messaggio whatsapp diventato in poche ore virale, che ieri è approdato anche sul telefonino del premier. Un siparietto ben recitato nel quale una mamma avverte la figliola di non uscire di casa perché «le cose sono molto più gravi di quel che ci dicono» e al Viminale si darebbe per certa una strage in tempi brevi in qualche locale della movida. Una bufala ben orchestrata, che nel giro di 24 ore ha seminato il panico sopratutto tra i ragazzi, che se lo passavano l'un l'altro.Un fenomeno così pervasivo che Renzi ha deciso di intervenire in prima persona. Prima ha approfittato di un'uscita pubblica a Roma, in occasione dell'inaugurazione di un nuovo pronto soccorso (una presenza mirata a far vedere che nella Capitale travolta dagli scandali le cose vanno avanti), per denunciare l'accaduto: «Ho chiesto agli inquirenti di capire chi e come ha diffuso questo messaggio, è procurato allarme», dice. Poi, poche ore dopo, l'idea: «Dobbiamo andare sul loro stesso terreno, arrivare ai ragazzini e rendere altrettanto virale un messaggio che risponda agli allarmismi», ha ragionato Renzi con i suoi. Con il suo telefonino personale, il premier ha quindi registrato il messaggio: «Girano sui social un sacco di bufale, vorrei invitare tutti a non cascarci, a non farvi fregare da questo clima che qualcuno vorrebbe creare». Obiettivo raggiunto, tanto che in serata una donna e la figlia si sono presentate spontaneamente negli uffici della polizia postale di Roma attribuendosi la paternità dell'audio. Messaggio registrato - a quanto pare - all'insaputa della donna che ha anche ammesso di aver millantato conoscenze al Viminale solo per convincere la figlia a non uscire di casa. Ora la palla passa alla procura. Certo, il terrorismo internazionale per Renzi è «una minaccia seria», e occorre essere «molto attenti e determinati». L'Italia «farà la sua parte, insieme agli alleati, per sconfiggerlo». Ma guai a cadere «nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa, e farci vivere nella paura», avverte. Una paura, è la preoccupazione del governo, che rischia di avere anche pessimi contraccolpi sui consumi, gelando sul nascere la ripresa. A Palazzo Chigi ci tengono comunque a far sapere che quel «l'Italia farà la sua parte», che dopo la notizia della telefonata di ieri tra Renzi e Obama aveva fatto pensare ad un cambio di approccio italiano. È stata una consultazione tra alleati, dopo l'incontro di Antalya e prima del summit di fine mese a Parigi, e ha riguardato in particolare le valutazioni sul coinvolgimento della Russia nella coalizione anti-Isis: nessuna richiesta di maggior coinvolgimento italiano dagli Usa, si precisa. «Nessuno pensa a mandare truppe in Siria», dice il ministro Gentiloni.