Bugie e mezze smentite Esplode il caso Casalino «Adesso Conte lo cacci»

Dopo il video di insulti, il portavoce M5s si difende: «Recitavo». Ma non è così

Ancora tu, non dovevamo vederci più? Non è servito a nulla metterlo in quarantena (come riportato dal Giornale il 29 ottobre). Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte, è tornato di nuovo a far parlare di sé. L'ultimo scheletro nell'armadio è un video del 2004, condiviso su You Tube il 5 novembre scorso dal canale Arcade Tv. Un minuto in cui si vede il portavoce del premier discutere con una classe di giovani. «A me i vecchi e i ragazzi down, fanno schifo - confessa Casalino nello spezzone - non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, non ho nessuna voglia di aiutarli».

E ieri si è innescata una nuova battaglia sull'ennesima gaffe del portavoce. Le opposizioni hanno attaccato Casalino. Matteo Renzi ha twittato: «Mia nipote Maria ha la sindrome di Down. Merita il rispetto delle Istituzioni, rispetto che Casalino le ha negato. Casalino Vattene». Il senatore di Fi Giuseppe Mangiavalori dice: «Torno a chiedere al premier Conte di rimuovere dall'incarico il portavoce». Anche Giorgia Meloni, leader di Fdi, chiede le dimissioni: «Conte prenda le distanze dal suo portavoce e lo cacci oggi stesso da Palazzo Chigi».

Nel pomeriggio alcuni siti web avevano parlato di «bufala», scrivendo che Casalino stava «mettendo in pratica il suo studio sul politicamente corretto». Perché all'epoca frequentava il Centro Teatro Attivo di Milano e si esercitava interpretando questo tipo di personaggi controversi e provocatori. Stesso schema seguito dal portavoce nella sua replica: «La stampa pubblica bufale sul mio conto, le parole sono inserite in quel contesto e non rappresentano il mio pensiero, né oggi, né allora». Poi spunta il video integrale della «lezione», scovato da Avvenire. E si scopre che Casalino stava partecipando a un incontro con alcuni studenti di un corso di giornalismo della Provincia di Milano, tenuto dal giornalista Enrico Fedocci.

Fedocci su Twitter ha parlato di «simulazione», spiegando come avesse raccomandato a Casalino di «sollecitare» i ragazzi «affinché abbiano una notizia». L'inviato di Mediaset, contattato dal Giornale, ha aggiunto nuovi particolari: «Dobbiamo contestualizzare, a me quel giorno salta l'ospite, che doveva essere il brigatista rosso Mario Moretti, e dovevo riempire un buco - prosegue il racconto -. Incontro Rocco per caso in un locale a Milano e lo invito. Casalino all'epoca non era un personaggio importante e infatti, ad esempio, sarebbe dovuto venire Verissimo a fare un pezzo sull'incontro ma non sono più venuti». Poi conferma la versione della «conferenza stampa simulata» e la richiesta fatta a Rocco di «sollecitare» gli allievi. «Forse ha esagerato - spiega Fedocci - ma era una simulazione».

Quindi i fatti più recenti. Il giornalista racconta di aver mandato il video integrale a Casalino il 26 maggio scorso, dopo averlo pubblicato sul suo canale You Tube. Un messaggio al quale il portavoce ha risposto con un semplice smile. Passano alcuni giorni e Casalino scrive a Fedocci che, dopo un articolo di Vanity Fair, il filmato stava cominciando a procuragli problemi. «Ma non mi ha mai chiesto di rimuoverlo», precisa il giornalista.

Infine la questione della frequenza al Cta di Milano. La scuola di teatro risponde così al Giornale: «Confermiamo che Casalino ha frequentato un corso al Cta, ma la nostra storia e i nostri valori non debbono essere accostati ad espressioni che sono lontane dalla nostra etica umana e professionale».