La «buona scuola»: cortei e scontri

Roma Studenti, docenti e sindacati in piazza contro il governo in tutta Italia. Milano, Roma, Napoli e Torino sono state teatro di una serie di cortei di protesta che in alcuni casi sono sfociati in scontri violenti tra polizia e manifestanti. Ma è la bandiera del Pd simbolicamente bruciata a Torino a rivelare che cosa si muove dietro lo sciopero.Non c'è soltanto la Buona Scuola nel mirino della protesta. L'autunno caldo di Matteo Renzi è appena iniziato ed il premier non deve commettere l'errore di pensare che la protesta scatenata ieri nelle piazze riguardi soltanto la scuola e rimanga circoscritta a quel mondo. I no della piazza sono stati lanciati all'indirizzo del ministero dell'Istruzione a Roma ma a Napoli miravano alla sede di Confindustria e a Torino si sono fermati davanti alla Prefettura per dar fuoco alla bandiera del Pd. A Milano i feriti sono stati un ragazzo di 18 anni e un docente di 50. Il no della piazza è un no per tutta la politica del governo Renzi: dal Jobs Act alla legge di Stabilità. Provvedimenti che hanno ricompattato il fronte sindacale tradizionalmente più barricadero alla protesta di piazza, che nell'opposizione alle scelte economiche di Renzi dal Pd potrebbe spostarsi nell'area grillina o in quella della sinistra più radicale. In piazza insieme agli studenti sono scesi Unicobas, Cobas, Anief, Cub e Usi Surf. Quella imposta dalla riforma, dicono, è «una falsa meritocrazia» ed i 500 euro destinati all'aggiornamento professionale «una mancia» elargita nel tentativo di mettere a tacere i docenti italiani che sono quelli pagati di meno in Europa.Renzi replica alla protesta ricordando che sono stati assunti 48.000 insegnanti a tempo indeterminato dimostrazione del fatto, sostiene, «che questo governo le promesse le mantiene». Peccato che Renzi poco più di un anno fa avesse promesso 150.000 assunzioni. Anche la responsabile scuola Pd, Francesca Puglisi, difende «una riforma che ha assunto e previsto investimenti sull'edilizia scolastica».Ma per i sindacati se il governo non cambia strada la protesta aumenterà. Marcello Pacifico, presidente Anief, accusa «la legge di Stabilità toglie all'istruzione pubblica centinaia di milioni di euro». Infuriati anche gli studenti universitari. Con le nuove regole per il calcolo dell'Isee sulle proprietà immobiliari le famiglie quest'anno hanno visto lievitare le tasse universitarie. Non solo. Con il nuovo calcolo molti hanno perso il diritto all'alloggio gratuito, lo studentato.