«Buongiorno Italia», nasce il mensile dei moderati

In giorni bui come questi per l'Italia, un buongiorno ci stava proprio bene. E l'augurio arriva dalla novità editoriale del momento nel panorama di centrodestra. Una ventata di freschezza intitolata Buongiorno Italia , mensile ancora poco conosciuto ma destinato a far parlare molto di sé. Il numero zero di questa estate, distribuito in ben 100mila copie nelle tante manifestazioni del centrodestra, ha dato la spinta all'uscita del numero uno, in edicola da qualche settimana: 84 pagine a 2,90 euro, carta patinata con tante foto, inchieste (mai compiacenti), servizi e interviste, per dare nuova voce a un elettorato che si sente orfano per la carenza di giornali e di periodici di area.

In copertina troneggia lo sguardo tagliente di Silvio Berlusconi che apre la rivista col titolo «Il piano segreto per tornare a vincere. Il ritorno di Berlusconi». Per far nascere il mensile è stata reclutata una squadra di 12 giovani collaboratori riuniti nella redazione di Parma diretti da Keda Kaceli, di origine albanese, 34 anni (da 24 in Italia), residente a Milano e storica sostenitrice del leader Fi sin dall'attentato con la statuetta subito nel 2009. Keda vanta un invidiabile curriculum nel campo della politica e della comunicazione: laurea in Scienze internazionali e istituzioni europee alla Statale di Milano, svariati corsi in scuole di formazione politica e attualmente iscritta a Giornalismo e cultura editoriale all'università di Parma. «È stato un lavoro che ha richiesto diversi mesi – racconta Keda al Giornale -. Appena usciti abbiamo dovuto subito raddoppiare la tiratura da 15 a 30mila copie. Adesso siamo presenti in tutte le edicole nazionali. Con questo nostro sforzo abbiamo voluto riempire un vuoto editoriale in Italia. Ci siamo accorti che non c'era un punto di riferimento dei lettori di centrodestra e perciò è nata questa iniziativa di un gruppo di amici che avevano la volontà di ricavare una realtà giornalistica, politico-culturale, che possa rappresentare le tematiche care al centrodestra. Una mosca bianca che nasce grazie ai miei risparmi e al sacrificio dei miei genitori. L'abbiamo fatto con passione, sofferenza, sacrificio, molto impegno e dedizione e mi auguro e auspico che ci dia grosse soddisfazioni». Un mensile molto caro a Berlusconi che infatti campeggia nei primi tre articoli con dovizia di foto. Il Cavaliere ha anche scritto la prefazione al libro della Kaceli Vivi solo per testimoniare (edito da Buongiorno Italia stesso) che parla dei crimini perpetrati dal regime albanese di Enver Hoxha. «Il nostro non è, e non vuole essere, un mensile politico nel senso tradizionale del termine – scrive Keda nell'editoriale di presentazione - non accetteremo contributi da parte dello Stato, di enti, fondazioni o altre istituzioni, al fine di garantire l'indipendenza del nostro mensile». Una finestra aperta ogni mese sull'Albania, nuova frontiera dell'economia italiana e un angolo dedicato agli «amici animali». Una scommessa che per il momento pare essere vinta. Il secondo numero uscirà a metà maggio a ridosso delle Regionali con una promessa: «Non troverete in noi una rivista piegata alle esigenze di comunicazione di un partito o di un'area: saremo imparziali e a vostra disposizione per portare all'attenzione dell'opinione pubblica tutte quelle necessità che sono state deluse e trascurate negli untimi anni. Per ridare vita all'azzurro sogno italiano». E una promessa è sempre una promessa.