Il burattino Raggi glissa: "Luci all'albero di Natale"

La grillina è in gabbia ma racconta la favola della giunta operosa per "tranquillizzare i romani"

Roma - Beppe Grillo ha ingabbiato ulteriormente Virgina Raggi ma Roma può permettersi un sindaco burattino? Una marionetta eteroguidata dal figlio del guru del movimento, Davide Casaleggio? Nonostante sulla scheda elettorale il nome da sbarrare fosse quello della Raggi a questo punto è lecito chiedersi che peso abbiano mai avuto le sue opinioni nelle decisioni, peraltro tutte sbagliate, prese dal Campidoglio. Anche perché in mezzo alla bufera che ha scoperchiato il Campidoglio la Raggi ieri si è manifestata con un post sul sito del Comune per «tranquillizzare i romani» assicurando che «nonostante le difficili giornate appena trascorse, il lavoro per la città non si è fermato».

Dal suo post emerge il quadro di una giunta operosa che in un clima sereno sta lavorando per migliorare la mobilità «favorendo pedoni e ciclisti» e che porta avanti l'operazione strade pulite con nuove iniziative che si aggiungono «al piano foglie e al piano caditoie». E sulle municipalizzate del Comune assicura che si sta lavorando per dare alla città «aziende sane ed efficienti da un punto di vista economico». E le inchieste? Gli scandali? I processi interni al Movimento? Non preoccupatevi romani perché la Raggi ha ascoltato le critiche e ha «aggiunto addobbi e luci» all'albero di Natale di Piazza Venezia. A questo punto anche chi l'ha votata si starà chiedendo se la Raggi c'è o ci fa.

Intanto dalle carte dell'inchiesta su Raffaele Marra emergerebbero particolari che gettano luce su un rapporto quasi di subordinazione della Raggi verso il suo stretto collaboratore che dice: «posso fare quello che voglio tanto lei mi copre». Un'inchiesta che sembra condurrà inevitabilmente ad un avviso di garanzia nei suoi confronti. Una situazione insostenibile per l'immagine del Movimento ma che non può avere una soluzione né immediata né indolore. La Raggi non è stata salvata da Grillo e Casaleggio è stata semplicemente ibernata per il tempo occorrente a nominare un vicesindaco che in sostanza commissari la giunta e sia pure pronto a coprire il ruolo del primo cittadino se e quando sulla testa della Raggi piomberà l'avviso di garanzia. Ma intanto il sindaco parla di linee del bus, ciclisti e aree verdi in zona Monti e degli addobbi di Natale.

La decisione sul vicesindaco potrebbe arrivare già oggi e la scelta dovrebbe cadere su Massimo Colomban anche se alcuni esponenti del Movimento preferirebbero vedere accanto alla Raggi come vice il presidente dell'Aula, Marcello De Vito o il capogruppo Paolo Ferrara. Ma sono ancora molte le poltrone chiave da riempire. Occorre trovare un nuovo capo della segreteria politica al posto di Salvatore Romeo e pure un nuovo assessore all'Ambiente dopo le dimissioni di Paola Muraro. E dopo ore ed ore di silenzio ieri hanno ritrovato la voce sia Luigi Di Maio sia Alessandro Di Battista. Entrambi per prendere le distanze dalla Raggi che appare sempre più isolata tanto che avrebbe addirittura monitorato la disponibilità di Fratelli d'Italia a sostenerla per restare al Campidoglio. Ipotesi scartata perché impraticabile.

Commenti

Holmert

Lun, 19/12/2016 - 10:20

Il movimento 5 stelle è costituito da ragazzi che prima di raggrupparsi intorno al guitto Grillo, andavano in piazza a fare casciara. Io appena li ho visti mi sono chiesto che costoro una volta al governo ,avrebbero fatto altro che casino! Così come dissi di Renzi,appena lo vidi lo definii "Undertaker",cioè becchino delll'Italia. E così è stato. Certo che a fare casino in parlamneto sono bravissimi. Raggi,grillina della prima ora, ha dimostrato che non è che lei sia incapace ,ma che i grillini non hanno uomini per governare,come dimostra il fatto che ha dovuto rivolgersi a gente fuori dal "movimento". Una cosa sono le chiacchiere altra i fatti. La mia meravilgia è come mai gli italiani si fanno sempre abbindolare dai falsi profeti.

titina

Lun, 19/12/2016 - 11:56

problemi della città risolti, dunque.

Jimisong007

Lun, 19/12/2016 - 12:13

Le luci dell'Albero di Natale sono solo un sintomo dell'ineguatezza di una persona Non amante di Roma e dei Romani sottolineata dalla ricomparsa di commercianti ambulanti di merci contraffatte e souvenir discutibili che sfregiano strade e luoghi storici