Bus si schianta e va a fuoco. Perdono la vita 16 studenti

A bordo una scolaresca di Budapest che ritornava da Parigi. Un ragazzo perde la vita ma salva gli amici

È una strage. A Verona, lungo la A4, sedici persone, la maggior parte ragazzini, muoiono carbonizzate. Avevano tutti dai 14 ai 18 anni, gli studenti del liceo classico ungherese Szinyei di Budapest e insieme a insegnanti e genitori erano di ritorno da una gita scolastica sulle montagne francesi.

Venerdì sera, intorno alle 23, il loro pullman si è schiantato, incendiandosi, contro un pilone dell'autostrada, proprio sotto il cartello di uscita Verona est, in direzione Venezia. Il pullman gran turismo è diventato una palla di fuoco, a bordo viaggiavano 56 persone. Il bilancio è di 16 morti e 27 feriti. I Vigili del Fuoco, accorsi per primi, si sono trovati dinanzi scene apocalittiche: studenti sbalzati fuori dal mezzo, altri come un ragazzino il cui corpo - spiega la polizia - è stato trovato vicino ai finestrini. Aveva ancora in mano il martelletto con il quale probabilmente ha infranto il vetro consentendo agli altri ragazzi di uscire e mettersi in salvo». Alcuni ragazzi colti nel sonno, sono morti carbonizzati.

La maggior parte delle persone sopravvissute era seduta nei sedili posteriori. Un insegnante di educazione fisica, Giorgio Vigh, ora ricoverato con ustioni gravi alla schiena, ha fatto la spola dentro e fuori il pullman per salvare il maggior numero di vite possibili. Poi si è dovuto arrendere quando le fiamme hanno avvolto l'intero veicolo. Indefinibile lo choc dei superstiti e dei soccorritori. «Ho visto gente che bruciava viva dice un automobilista a L' Arena.it - sono immagini terribili. Si sentiva urlare, c'era un paio di corpi che bruciavano, ancora vivi». I corpi, carbonizzati, hanno reso difficili le operazioni di identificazione.

Alcuni familiari hanno raggiunto l'Italia, mettendosi in viaggio già la notte stessa. I feriti più gravi sono stati trasportati all'ospedale di Borgo Trento e Borgo Roma, quelli meno gravi al San Bonifacio. Fino a ieri sera, ci fa sapere il dottor Poli, della direzione medica ospedaliera universitaria veronese, c'erano «due adulti non identificati in prognosi riservata e due adulti in rianimazione. In più una salma maschile non identificata. Tra i feriti alcuni ustionati con fratture ossee, o con fratture ossee e trauma cranico. Per il momento stabili. Uno è in stato comatoso». Il medico parla di sette persone ricoverate a Borgo Trento e dieci a Borgo Roma. Alcuni dimessi, per tre di loro ieri erano già arrivati i genitori. Sulle cause non si esclude nessuna ipotesi: un cedimento del mezzo, un problema a una ruota o un malore del conducente. Dai primi rilievi, la polizia stradale e dei tecnici dell'autostrada Serenissima non hanno trovato segni di frenata e la perdita di controllo sarebbe dovuta al surriscaldamento del motore o dell'impianto frenante. Al vaglio le riprese del sistema di sorveglianza e una testimonianza: un camionista che a Desenzano aveva visto del fumo uscire dal motore. Aveva più volte lampeggiato e suonato cercando di far fermare il pullman, ma invano. La Procura di Verona ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo plurimo contro ignoti. Occorrerà ricostruire il viaggio e i meccanismi di cambio alla guida e di riposo tra i due autisti.