Business migranti: evasi 4 milioni dalle Onlus

Smascherati cinque enti no profit: emettevano fatture per operazioni mai fatte

Valentina Raffa

Flussi sempre più intensi di immigrati che giungono sulle nostre coste. E il giro milionario legato all'accoglienza fa gola a molti. Anche quelli che si trincerano dietro la parola «solidarietà». È una manna senza fine per un giro milionario attorno a false onlus e cooperative legate a Mafia Capitale quella scoperta dalla Guardia di finanza di Siracusa, a seguito di attività di controllo nei confronti delle strutture di accoglienza della provincia Aretusea. Basti pensare che gli immigrati giunti nel Siracusano tra il 2013 e il 2014 hanno avuto bisogno sin da subito di un'adeguata assistenza, dal momento dello sbarco fino al trasferimento nei centri di prima accoglienza e/o nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) per un esborso di 13.900.000 euro. È emerso un fenomeno evasivo per oltre 4 milioni di euro. La Finanza ha anche scoperto che le strutture controllate avevano emesso fatture per operazioni inesistenti per 1.351.004 euro.

I soggetti denunciati all'autorità giudiziaria di Siracusa sono 19, e ben 5 onlus hanno ottenuto il disconoscimento perché a conti fatti non hanno natura giuridica di ente associativo no-profit, e, di conseguenza, sono state inquadrate nella reale natura di impresa commerciale con ricostruzione del volume d'affari e recupero a tassazione delle imposte dovute in tutti i settori impositivi.

Il bilancio si aggrava con l'individuazione di due evasori totali e di uno paratotale, e la richiesta di sequestro di altri 920.122 euro. Il prefetto di Siracusa, inoltre, anche dopo gli accertamenti disposti dall'Agenzia delle Entrate, che hanno portato alla luce gravi e reiterate violazioni in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, ha decretato l'esclusione di una onlus dalla procedura di gara volta alla conclusione di un accordo quadro tra la prefettura e più soggetti economici operanti nell'Aretuseo per assicurare i servizi di accoglienza ai migranti richiedenti protezione internazionale per il 2016.

A coordinare l'inchiesta è stato il procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, lo stesso che nel 2014 delegò la Guardia di finanza aretusea per verificare l'attività di soggetti riconducibili a Buzzi e Carminati, indagati nell'ambito di Mafia Capitale. Dalle indagini emerse un collegamento tra i personaggi dell'inchiesta romana e un centro di accoglienza gestito in consorzio con una società siracusana. Partecipanti del consorzio erano le cooperative sociali romane Eriches29 ed ABC. L'inchiesta che ha svelato il vero volto di organizzazioni che si fingevano senza fini di lucro, salvo poi mirare ad affari d'oro senza fine, è partita nel 2013 proprio a seguito dell'impatto sul territorio del crescente fenomeno dell'immigrazione clandestina. Le indagini di polizia economico finanziaria trovarono riscontro iniziale nei dati del secondo semestre del 2013, quando un flusso epocale di immigrati, con 113 sbarchi e circa 13.300 arrivi, coinvolse le coste Siracusane da Sud a Nord, da Portopalo di Capo Passero a Capo Murro di Porco, con carattere incessante e a volte con più sbarchi giornalieri. E nel 2014 la situazione migliorò per chi lucrava sul sistema d'accoglienza, anche in considerazione dell'avvio dell'operazione «Mare Nostrum» e poi di «Triton» e «Triton 2015». In quell'anno il numero di immigrati al 31 maggio arrivò a 87.000 distribuiti su 291 sbarchi concentrati nel porto di Augusta.

Commenti

Giorgio5819

Mar, 07/06/2016 - 10:48

Coop,onlus, caritas, ong, tutti i marchi del business dell'invasione di clandestini. E c'è ancora chi vota a sinistra...! Pezzenti.