Buzzi inguaia l'assessora grillina: «I rifiuti? Un caso montato ad arte»

Il ras di Mafia Capitale difende la Muraro. Imbarazzo M5S

Roma Paola Muraro è l'anello debole, anche perché estranea al mondo grillino, su cui si concentra il primo assalto alla giunta Raggi. Ma il fatto che in sua difesa accorra Salvatore Buzzi non aiuta certo la neo assessore all'Ambiente della Capitale. Le dichiarazioni dal carcere affidate al Corsera dall'uomo diventato simbolo dell'inchiesta Mafia Capitale potrebbero esserle fatali.

Il ras delle cooperative sociali parla delle tre telefonate intercorse tra lui e Paola Muraro nel 2013 intercettate dagli inquirenti ma ritenute penalmente irrilevanti: «Mi chiamava per conto del direttore generale Fiscon (che a differenza della Muraro è indagato, ndr) e mi sollecitava a inviare la documentazione come sempre avviene quando manca qualche certificazione. Non l'avevo mai sentita prima, come si capisce dal messaggio che mi lascia in segretaria». Effettivamente l'allora consulente di Ama nel messaggio dice: «Buongiorno ho necessità di contattarla, può richiamarmi al cell... Paola Muraro per Ama». I Ros specificano che due ore dopo lei riesce a contattarlo e dice che «ha avuto il suo numero da Fiscon, spiega che nella richiesta non si riesce a leggere il numero di protocollo». All'apparenza niente di rilevante, ma l'insistenza di Buzzi a fare scudo alla Muraro certamente non può far piacere al mondo grillino. «Io il mondo dei rifiuti lo conosco bene, ho ottenuto numerosi appalti, so come funziona il meccanismo, chi bisogna pagare, quali sono gli interessi in gioco. E sono certo che quest'ultima crisi è stata creata ad arte. L'obiettivo è mettere in crisi la giunta guidata da Virginia Raggi mandano in tilt il sistema per poi far arrivare qualcuno che risolva la situazione». Un metodo che, stando alle ricostruzioni delle inchieste, a Roma in passato era piuttosto collaudato. Tornano in mente le profferte d'aiuto avanzate attraverso dichiarazioni al quotidiano Il Tempo, subito prima e subito dopo le elezioni, da Manlio Cerroni, per decenni re incontrastato del sistema spazzatura della capitale: «Noi siamo qui. Se la sindaca Raggi ci chiama siamo pronti a dare la soluzione all'emergenza rifiuti a Roma». Un tentativo di rientrare nel giro che aveva dominato per anni.

Ma sulla Muraro pesa il fatto di essere tutt'altro che estranea al sistema, avendo lavorato per anni come consulente per Ama. E ci sarebbero almeno due inchieste in cui la procura capitolina cerca di far luce sui suoi rapporti con Cerroni.

Per ora M5s, per voce di Luigi Di Maio, fa scudo all'assessore: «La giunta viene incolpata di non aver risolto in venti giorni i problemi di vent'anni: lasciateci lavorare». Ma è difficile che la difesa possa tenere a oltranza, soprattutto se dovesse arrivare un avviso di garanzia. In fondo è proprio M5s a essersi reso vulnerabile alzando l'asticella al di là di ogni garantismo. E poco conta che a guidare l'attacco sia un Pd che non ha mai sconfessato gente come la deputata Michela Campana, la quale in un sms a Buzzi si rivolgeva così: «Bacio, Grande Capo».

GiMa