Ma c'è pure chi si è riconquistao la libertà nascosto tra i rifiuti o appeso all'elicottero

Nino MateriNel film Un turco napoletano, Totò diceva di voler evadere solo di giorno, perché era brutto trasformarsi in un (e)vaso da notte. Scrupolo ignoto a Juan Ramirez Tijerina che, per la sua fuga, non solo non ha fatto una questione di orario, ma neppure di «dignità estetica», considerato che è stato beccato - rannicchiato come un contorsionista - nel trolley con cui la moglie era andato a trovarlo. Lunga e contorta è invece la lista degli aspiranti evasi (nulla a che fare con gli evasori che cercano di scappare dal carcere di Equitalia) che hanno optato per l'oscura via del tunnel, modello Alcatraz. Ultimo della lista, il mitico El Chapo Guzman: super narcos, specializzato in cunicoli sotterranei, di cui poi vantarsi magari al microfono di Sean Penn. Ma di «cantieri infiniti» (tipo Salerno-Reggio Calabria), che partono dalla cella e arrivano oltre le mura dei penitenziari, sono ricchi i registri della polizia penitenziaria di mezzo mondo. I prigionieri rincorrono la libertà nelle maniere più bizzarre. Si ride e si piange contemporaneamente. Il sito www.bluewin ha stilato perfino la top ten delle fughe più stravaganti. Classifica soggetta a continui aggiornamenti. Merito anche della coppia dei funamboli di Rebibbia che l'altra notte a Roma ha beffato tutto e tutti (e pure Totti); idem per i loro due «colleghi» che lo scorso 19 maggio hanno fatto marameo alle guardie dell'«inespugnabile» carcere (si fa per dire) JVA Moabit di Berlino. Fedeli alla più classica tradizione cinematografica, i due hanno segato le sbarre della cella, calandosi fino a terra con un lenzuolo. La polizia ha trovato un messaggio nella cella 218: «Non fate nulla, saremo di ritorno entro tre settimane». Promessa mai mantenuta. I fratelli Oleg e Vassilis Paleokostas hanno invece beffato più volte i «secondini» greci, portando a termine con successo diverse evasioni. La più spettacolare è riuscita nel 2006 al fratello maggiore, Vassilis, capace di organizzare la propria fuga addirittura con un elicottero. Nel febbraio 2011, la polizia ha messo una taglia di un milione di euro per la cattura di Vassilis: mai incassata da nessuno.Menzione d'onore per Charles Victor Thompson che in Texas, nel 2005, riuscì a salvarsi dalla pena di morte uscendo dal penitenziario con gli abiti del suo avvocato. Charles si mise in abiti civili e grazie ad un falso documento della procura, riuscì ad allontanarsi dalla prigione in cui era detenuto, nello stato americano del Texas. Tre giorni dopo, fu catturato dalla polizia davanti ad un negozio di liquori a Shreveport, in Louisiana. Durante la sua fuga, era riuscito a procurarsi cibo e vestiti, spacciandosi per una vittima dell'uragano Katrina: l'unica «donna» che lo avesse aiutato. E non aveva certo la puzza sotto il naso il galeotto che nel 2004 evase dal carcere di Amburgo-Billwerder, nascondendosi in un bidone della spazzatura. Un netturbino, scoprendolo coperto di immondizia, gli chiese: «Scusi, ma lei che ci fa qui?». Risposta: «Sto prendendo una boccata d'aria...».