C'è un siriano armato che terrorizza i tedeschi

Aveva esplosivo in casa e non si sa dove sia fuggito: preparava un attentato in aeroporto

Noam Benjamin

Berlino L'ombra del terrorismo islamico torna ad allungarsi sulla Germania. La polizia tedesca è sulle tracce di un ventiduenne siriano sospettato di essere in procinto di preparare un attento dinamitardo. La caccia all'uomo è scattata a Chemnitz, in Sassonia. Agli abitanti della terza città del Land orientale sabato la polizia ha chiesto di restare in casa per facilitare la ricerca e la cattura di Jabek Albakr. «Venerdì sera siamo stati allertati dai servizi di intelligence sulla possibile presenza, qui da noi in Sassonia, di almeno un individuo pronto a preparare un attentato», ha spiegato in televisione il portavoce della polizia statale, Tom Berhardt. L'obiettivo, secondo fonti citate dai media, sarebbe stato un aeroporto tedesco. Sabato mattina presto alcuni reparti speciali della polizia armati hanno circondato il palazzo popolare abitato dal sospettato. In pochi minuti, i vicini di casa di Albakr sono stati letteralmente tirati giù dal letto e con ancora addosso il pigiama o la vestaglia sono stati sistemati su alcuni autobus per essere allontanati dall'area delle ricerche. Subito dopo gli agenti speciali hanno iniziato le perquisizioni senza però trovare traccia dell'uomo. Ore dopo, tuttavia, le forze dell'ordine hanno reso noto di aver trovato nell'appartamento del giovane siriano alcune centinaia di grammi di un materiale altamente esplosivo «e non semplice tritolo».

Il ritrovamento della sostanza non ha permesso di far scendere l'allarme, ma ha al contrario reso necessaria la messa in sicurezza di una zona più ampia e la relativa evacuazione di altri cittadini di Chemnitz. «Lo sgombero del materiale esplosivo non è un'operazione né facile né priva di pericoli», ha aggiunto Berhardt. Il portavoce ha poi spiegato che accanto alle perquisizioni, la polizia ha anche condotto tre arresti a Chemnitz, «due nei pressi della stazione dei treni e uno nel centro cittadino». I tre fermati sono legati ad Albakr. «Si tratta di contatti o quantomeno di conoscenti del ricercato». Molto attiva nella comunicazione, con cinguettii su Twitter in tedesco e in inglese e dichiarazioni di Berhardt condivise su Facebook, la polizia ha cercato di rassicurare i cittadini di Chemnitz turbati dalle perquisizioni del mattino: «La popolazione non è in pericolo. Chi sta correndo invece un rischio sono i nostri uomini che pure stanno lavorando in condizioni di massima sicurezza. Ai cittadini chiediamo di seguire i nostri avvisi». Un filo costante di messaggi ripreso anche nel tardo pomeriggio. Dapprima l'avvertimento ai residenti che il materiale esplosivo rinvenuto nell'appartamento del sospettato sarà fatto brillare direttamente sul posto. Poi un annuncio più inquietante: «La ricerca del sospettato sta proseguendo. Tuttavia non siamo ancora in grado di dire né dove si trovi né che cosa stia portando con sé. Fate attenzione». La caccia al giovane siriano finirà per riaccendere il dibattito sulla politica di accoglienza ai profughi mediorientali dettata dalla Merkel a partire dalla seconda metà del 2015. Fra gli 890 mila rifugiati accolti, in gran parte siriani, afgani e iracheni, non sono mancate le infiltrazioni di jihadisti. Almeno due dei quattro attentati che a luglio hanno sconvolto la Germania, due sono stati compiuti da giovani profughi, uno dei quali direttamente affiliato allo Stato islamico.