«C'è il video di Varani torturato» Sul web si scatena l'asta horror

Caccia alla presunta registrazione con le scene del festino della mattanza «Il Giornale» scopre una chat: «Procuratemi quel filmato, offro mille euro»

La domanda è: ma sono più mostri Manuel Foffo e Marco Prato che hanno massacrato quel poveretto di Luca Varani, o chi oggi dà la caccia in rete al video (presunto) che immortalerebbe le scene horror dell'omicidio? Di certo è una terrificante «gara» tra criminali. È bastato mettere in giro la voce (forse falsa ma utilizzata dagli inquirenti a mo' di «esca») che nel computer di Prato ci possano essere dei frame del festino omicida, per scatenare sul web una sorta di caccia alle scene dell'orrore con tanto di «asta» per accaparrarsi le sequenze del massacro. Il sospetto del pm è infatti che alcune scene del supplizio di Varani siano state registrate dai suoi carnefici e poi riversati in rete attraverso chat «specializzate» nella ripresa di pratiche sessuali estreme, oggetto spesso di scambi fra «appassionati» di questa robaccia. Negli smartphone e nei pc sequestrati a Foffo e Prato (che ieri ha detto di non «aver mai toccato i coltelli» con cui è stato trucidato Luca) pare che le immagini bordenline siano parecchie (si parla di stupri e scene a sfondo pedopornografico) e che tra esse possa figurare qualcosa che rimanda alla sera della mattanza. Non sappiamo se le scene dell'incubo siano davvero finite in qualche pozzo nero di internet, ma è certo che tra gli habituè dei siti più perversi la caccia al video va forte. Il Giornale, scavando nella discarica virtuale di chat sotto copertura (il cui accesso è vincolato a più di una password segreta), si è imbattuto in un post che rende l'idea del livello di aberrazione. L'annuncio ha dell'incredibile: «Pare che ci sia in rete il video dell'uccisione di Luca Varani, offro mille euro a chi riesce a procurarmelo». In corrispondenza delle parole «video» e «uccisione», l'anonimo «inserzionista» ha avuto anche la «sensibilità» di aggiungere una serie di emoticon con tanto di teschio, pugnale e martello, cioè gli strumenti usati da Foffo e Prato per torturare e uccidere Varani. Intanto sul fronte delle indagini ieri nuovi interrogatori e verifiche. A lasciare particolarmente perplessi è la «distrazione» della mamma di Manuel Foffo che ha fornito al figlio stracci e detersivo per pulire la scena del delitto senza avere il minimo sospetto di quanto fosse accaduto. Una versione poco credibile, considerato che la mamma di Manuel abita proprio sotto l'appartamento in cui si è consumata la mattanza; carneficina che, per le sue modalità (coltellate, martellate e lenta agonia di Varani), deve aver provocato non pochi «rumori», difficilmente non udibili da chi abita in un appartamento separato dalla casa dell'orrore solo da un semplice soffitto. Tuttavia è proprio questa la versione ribadita dalla signora Foffo: «Non ho avuto alcun sospetto e non ho sentito nulla di allarmante». Tutto «normale», per la mamma di Manuel, anche quando il figlio le chiedeva trucchi femminili con i quali «travestire» Marco Prato, il partner di trasgressioni trasformatosi in complice di un omicidio tanto efferato quanto «senza motivo». Su tutto riecheggia ancora una frase allucinante: «Volevamo ammazzare qualcuno per vedere l'effetto che fa». Dinanzi a un simile «non-movente» anche chiedere perdono diventa impossibile; eppure il padre di Manuel Foffo insiste nel voler incontrare la famiglia Varani per «chiedere scusa». «E con quale coraggio si presenterà il signor Valter Foffo? Noi non vogliamo vedere nessuno. Noi non perdoneremo nessuno. Anzi, noi chiediamo la pena di morte. E se proprio volete aiutarci voi giornalisti, fate una raccolta di firme per chiedere la pena di morte per quei due lucidi assassini», la replica della famiglia Varani, raccolta da La Stampa. E Poi: «Quei due vogliono passare per pazzi o esauriti e così possono avere uno sconto di pena. E noi qui con il nostro dolore immenso. Dolore, dolore, e ancora dolore».