CACCIA AGLI ITALIANI

Rapiti quattro connazionali. Gli islamisti ci odiano perché cerchiamo di pacificare il Paese

La signora Paola ha il pisello. E se lo tiene. E d'ora in poi guai a chiamarla Giuseppe, come in realtà l'ha battezzato sua mamma alla nascita, perché lei Giuseppe non si sente e non si è mai sentita. E chi l'ha detto che si debba far tagliar via qualcosa perché la metamorfosi che avverte dentro le venga riconosciuta anche fuori? Nessuno. Tantomeno la Cassazione che ieri le ha dato ragione: cara signora Paola, lei resti così com'è (con quel pezzetto di Giuseppe) che per la legge fa lo stesso. Se è Paola che si sente, che Paola sia. Lasci tutto così com'è che cambiamo le carte noi.

Fa strano? E pensare che le uniche cose di fantasia, in questa storia, sono i nomi. Quindi tanto per chiarire, sì, insomma ricapitolando, ormai in Italia (e ancora di più nel resto del mondo) funziona più o meno così: ci si sposa tra persone dello stesso sesso, si fanno figli in tutti i modi «chimici», «clinici», «eterologi» (sempre più di rado in maniera tradizionale), si trascrivono adozioni per due mamme o per due papà e ci si cambia sesso senza cambiare connotati. A noi va tutto bene perché siamo liberali e ognuno deve fare ciò che gli aggrada e lo fa sentire bene. Tanto prima o poi qualcuno capirà che oltre a quello di Mediaset, Rai e Sky ci sarà bisogno di un decoder per il «gender».

E allora qualcuno se lo inventerà, lo metterà in produzione e noi ci orienteremo tra la moltitudine di canali nei quali si sta declinando il genere umano. Magari all'inizio il segnale sarà debole, o interrotto o addirittura criptato. Ma l'abbiamo già visto come vanno queste cose. Dopo qualche volenteroso tentativo la linea sarà ripristinata: da un tecnico, da Dio o chissà, tanto per cambiare, da un giudice.

Cusmai e Fazzo a pagina 11

Commenti

spectre

Mar, 21/07/2015 - 16:36

CHE SCHIFO!!!