Cade il muro a Milano Il sindaco Sala apre: "Via Craxi? Discutiamo"

Spiragli a 17 anni dalla morte del leader Psi «Decide la città, ma non so se sia già pronta»

«Dedicare una via a Craxi? Sono favorevole a riaprire il dibattito». È una coincidenza che il sindaco di Milano (forse) non aveva calcolato. Beppe Sala si è trovato ieri mattina davanti al civico 55 di corso Magenta, a due passi dal Cenacolo. Ha inaugurato le «pietre d'inciampo», i sampietrini d'artista (ne esistono già 50mila sparsi in Europa) che riportano il nome delle vittime dei lager nazisti. La prima è stata posata davanti al palazzo dove abitava Alberto Segre prima di essere deportato ad Auschwitz. Al portone accanto - civico 57 - si è concentrata invece a lungo la vita politica milanese di Bettino Craxi, l'edificio era sede provinciale del Partito socialista italiano. E nel giorno del diciassettesimo anniversario dalla morte dell'ex leader Psi, Sala è «inciampato» nella domanda che a Milano ha già messo in imbarazzo tre giunte. «L'intitolazione di un luogo a Craxi è un argomento che ha suscitato molte polemiche - ammette - Io sono favorevole a riaprire il dibattito, senza dare un giudizio. Non so se Milano è pronta. Certamente è giusto interrogarsi per capire quindi bene il dibattito almeno». Proprio ieri il ministro della Difesa Angelino Alfano si è recato sulla tomba di Craxi, ad Hammamet, dove si era rifugiato nel '94 per evitare che l'inchiesta Mani Pulite lo conducesse in carcere.

Sul piano personale Sala non si sbilancia sull'intitolazione, «dipende da come e da cosa, io ho incontrato anche la figlia Stefania recentemente e credo che il dibattito per stabilire il più possibile la verità storica sia giusto, però è una storia difficile su cui la mia opinione conta, ma conta molto anche quella della città». Nel 2005 l'allora sindaco Gabriele Albertini approvò in giunta la posa di una targa in memoria di Bettino Craxi, ma il consiglio comunale milanese (di cui l'ex leader Psi fece parte) votò una mozione che andava nella direzione opposta.

Nel 2009 Letizia Moratti dichiarò convinta: «Nella ricorrenza del decennale della morte è giusto ripensare la sua figura, collocare Craxi in una prospettiva storica, anche se capisco che non sia facile. Il mio tentativo è quello di fare in modo che la sua città riconosca un proprio figlio importante». Stefania Craxi arrivò a proporre un po' provocatoriamente di intitolare a Bettino «lo slargo davanti a piazza Castello». Ma travolta dalle polemiche, anche la Moratti fu costretta a capitolare. Giuliano Pisapia inaugurò nel 2012 piazza Enrico Berlinguer per celebrare il leader del Pci, ma ignorò Craxi, e il figlio Bobo commentò: «Il coraggio, in politica, se uno non lo ha non se lo può dare». «Parliamone» apre ora il sindaco Sala. I capigruppo di Forza Italia, Gianluca Comazzi, e «Milano Popolare» Matteo Forte, hanno già pronta una mozione e la rilanciano al Pd milanese: «Dia prova di maturità politica guardando al passato della nostra città e del nostro Paese con il giusto distacco critico». Era favorevole anche quando governava il centrodestra l'assessore Pd Carmela Rozza, mentre il consigliere di sinistra Paolo Limonta, ex braccio destro di Pisapia, ironizza: «C'è una via Arafat a Milano? Si può aprire qualsiasi dibattito». Comincia il match.

Commenti

giovinap

Ven, 20/01/2017 - 10:01

a me sembra che ha milano , con pisapia e sala , il muro si sia elevato ancor di più , la sinistra (tutta) è negazionista verso gli altri e solennizza solo i suoi "cesari" quella lurida ideologia inietta il seme dell'odio nei suoi sostenitori .

Ritratto di Anna 17

Anna 17

Ven, 20/01/2017 - 10:20

Ormai l'imbecillità la fa da padrone. Discutono per intitolare o meno una via di Milano ad uno dei più grandi Statisti Italiani. Che miserabili.

Massimo

Ven, 20/01/2017 - 10:29

Ma per carità. Massimo rispetto per il sentimento dei famigliari, ma Craxi è una pagina della nostra Storia da dimenticare e seppellire nell'oblio. Altro che intitolargli strade !