Calenda su Fincantieri: «Non ci spostiamo di un millimetro»

Antonio Signorini

Il governo italiano non si muoverà «di un millimetro». Il ministro dello Sviluppo Economico ha giocato d'anticipo, spiazzando Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia. A tre giorni dalla missione italiana del responsabile dell'Economia del governo francese Bruno Le Maire, Carlo Calenda ha messo in chiaro la posizione italiana in merito alla vicenda Stx-Fincantieri. «Non c'è verso che noi accettiamo il 50% o meno» dei cantieri francesi. La proposta del governo Macron, insomma, è già respinta. Parigi chiede a Fincantieri di accontentarsi di una quota non di controllo dei cantieri navali di Saint Nazare, ufficialmente per garantire i posti di lavoro francesi e per non perdere know how.

L'Italia dirà no. Anche perché, ha ricordato ieri Calenda, i precendenti proprietari coreani avevano più del 50%. «C'è una questione di rispetto e di dignità. E quindi abbiamo detto ai francesi: signori, volete nazionalizzare? E nei vostri poteri ma noi non ci muoviamo e non ci muoveremo di un millimetro e non lo faremo martedì. E questo farà bene alla Francia perché deve capire che nazionalizzare è sbagliato».

La sostanza è la stessa dei recenti interventi del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, i toni sono più aspri e non solo perché da Parigi non è arrivata nessuna disponibilità a trovare un punto di compromesso. La nazionalizzazione di Stx andrà avanti, in barba alle regole europee e al principio della reciprocità. Per l'Italia fare un passo indietro significherebbe perdere autorevolezza in tutte le sedi internazionali.

Difficile a questo punto capire se il «no» del governo italiano esclude anche le ipotesi di compromesso circolate in questi giorni. Come quella di un'operazione in due tempi. Fincantieri andrebbe subito il 50% per poi salire dopo una verifica delle garanzie o l'idea di un differente assetto azionario.

La vicenda Stx-Fincantieri resta legata a quella Tim-Vivendi. Ieri il presidente Arnaud de Puyfontaine in un'intervista alla Stampa ha detto che Telecom «non sarà mai francese, è e sarà sempre italiana». Poi si è detto disponibile a discutere del futuro della rete.

Nei giorni scorsi il presidente del Pd Matteo Orfini aveva proposto come risposta al blitz dell'Eliseo su Stx, proprio la nazionalizzazione della rete Telecom. Calenda ieri ha escluso che si possa nazionalizzare tutto il gruppo. «A quella fesseria non si risponde con una fesseria più grossa, ovvero nazionalizzando la Telecom». Ma sul destino della rete Telecom, anche il ministro è disposto a valutare tutte le possibilità.

Commenti
Ritratto di Michimaus

Michimaus

Dom, 30/07/2017 - 13:41

Voglio proprio vedere il nostro scaltro governo che azioni intenda itraprendere. Prevedo già una piegatura a 90 come al solito.

buri

Dom, 30/07/2017 - 15:05

spero che questo volta il nostro governo tirerà fuori gli attributi e si farà rispettare, se Macron vuole le guerra e guerra sia, se attaccano gli investimenti italiani in Francia possiamo passare sotto esame gli investimenti francesi in Italia i quali sono quasi sempre azioni di pirateria, acquistano l'azienda ma sono interessati solo al marchio, una volta preso quello chiudono l'azienda stessa con i danni che comporta, firmano accordi che poi non rispettano, chi li conosce li evita