Cambia il pronto soccorso Stop alle lunghe attese ma senza medici e soldi

Oggi sciopera la sanità privata in Lombardia Forza Italia schierata contro il Decreto Calabria

Decongestionare i Pronto soccorso, intervenire sulla drammatica carenza di personale, garantire parità di accesso a tutti i cittadini alle prestazioni essenziali. Il Servizio sanitario nazionale è in emergenza ma i provvedimenti messi in campo dal governo giallo verde non aggrediscono al cuore il problema che è essenzialmente quello dei finanziamenti. Nel 2018 la spesa sanitaria privata è lievitata a 37,3 miliardi di euro: più 7,2 rispetto al 2014. Nello stesso periodo la spesa sanitaria pubblica ha registrato invece un meno 0,3. Insomma i cittadini devono pagare di tasca propria per curarsi. E il futuro non si presenta roseo. Oggi incrociano le braccia i lavoratori delle strutture sanitarie private lombarde: 670 con 50mila addetti che erogano il 47 per cento delle prestazioni sanitarie, in convenzione con la regione. Due giorni fa il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha trasmesso alle regioni il piano che rivoluziona l'organizzazione dei Pronto Soccorso nell'ottica di ridurre le attese e rispondere in modo più appropriato alle esigenze dei cittadini. Via i codici a colori per il Triage (bianco verde giallo e rosso) si passa ai numeri da 1, il più grave, a 5. L'attesa non dovrà mai superare le 8 ore per la presa in carico e la disponibilità dei letti per il ricovero sarà gestita da un Bed manager, ovvero un infermiere che andrà a caccia dei letti liberi. Si ipotizza pure il blocco dei ricoveri programmati e l'istituzione di aree di ricovero temporaneo, le Admission Room, esterne al Pronto Soccorso dove sistemare i pazienti in attesa di ricovero. Questi i tempi dei cinque codici: 1 emergenza per compromissione delle funzioni vitali, accesso immediato; 2 urgenza per rischio compromissione funzioni vitali, accesso entro un quarto d'ora; 3, urgenza differibile per condizione stabile con sofferenza e richiesta prestazioni complesse, entro un'ora; 4 urgenza minore, massima attesa 120 minuti. Infine il codice 5 non urgente, entro 4 ore. Bed manager, Admission , room, attese contingentate per il Triage: ma con quale personale? La riforma dei Pronto Soccorso rischia di essere un libro dei desideri che non ha alcuna possibilità di essere reso concreto. Sulla carenza di personale medico è in dirittura d'arrivo il Decreto Calabria che salvo sorprese oggi dovrebbe approdare in aula a Palazzo Madama. Molto critica Forza Italia che boccia il testo giudicato incostituzionale ed ha organizzato per oggi una protesta a Montecitorio. Inizialmente il provvedimento doveva intervenire soltanto nella crisi della sanità calabrese istituendo una sorta di supercommissario con piena libertà di poteri. Poi però ha cambiato volto includendo norme che incidono sul sistema sanitario nazionale, suscitando forti polemiche. Prima fra tutti quella che prevede di assumere gli specializzandi negli ultimi due anni di corso, per poter supplire alle gravi carenze di organico. In corsia si calcola che manchino già circa 16.000 camici bianchi. La misura non piace alla Conferenza dei Rettori e al Consiglio Universitario, ovvero cosiddetti «baroni» che ritengono si tratti di un provvedimento che mette a rischio la sicurezza delle cure. Favorevole invece il sindacato degli ospedalieri Anaao Assomed che valuta una disponibilità immediata di 18.000 giovani medici in corsia. Respinto alla Camera l'emendamento che dava il via libera al recupero dei pensionati fino a 70 anni che potrebbe essere ripresentato in Aula. Ammesso anche l'emendamento che prevede la sospensione per 5 anni del numero chiuso per l'accesso alla Facoltà di Medicina ma soltanto in Calabria.

Commenti
Ritratto di nando49

nando49

Mar, 18/06/2019 - 10:02

Otto mesi per una visita urologica più ticket e super ticket. L'eccellenza della sanità lombarda è un ricordo.

Holmert

Mar, 18/06/2019 - 10:27

La selezione va fatta a monte e non a valle. Se uno sta male, c'è il medico di famiglia che va a domicilio, visita il paziente e stabilisce chi è grave e chi no, chi va per semplici accertamenti e chi per una evenienza di seria gravità. Se la selezione la fai a valle, cioè nel pronto soccorso, che smista i pazienti nei vari reparti, la cosa si ingolferà sempre di più. Da qui la necessità di formare medici di base capaci di fare diagnosi e di dare il giusto peso alle patologie del paziente. Così come è messo adesso il SSN con i tanti ritardi nelle assunzioni ,nei contratti e nei corrispettivi per gli operatori del settore, potete fare tutte le riforme del cavolo che volete. Però serviranno solo per finire di ingarbugliare la matassa. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi e per di più marci.

Popi46

Mar, 18/06/2019 - 12:04

@Holmert: parole sagge, ma il rimedio è impossibile, perché da troppo tempo i medici di base si comportano come pizzicagnoli (segnami questo e quest’altro) e da altrettanto tempo la Scuola, in tutti i suoi ordini, è stata cancellata. Oggi,chi sono i maestri e i professori in grado di formare veri medici o veri professionisti in genere? Però è tutta una lamentela.....