Cameron si gioca tutto «Scelta irreversibile, pensate ai vostri figli»

Il primo ministro avvisa sul futuro a rischio Nei sondaggi il «Remain» ora è avanti del 7%

Sale la tensione in Gran Bretagna, per il referendum di domani. Difficile ricordare una vigilia più emotiva e sentita di quella di Brexit. La campagna referendaria, ripresa dopo i due giorni di sospensione in segno di rispetto per l'uccisione della deputata laburista Jo Cox, è ormai alle battute finali mentre il risultato rimane ancora impossibile da prevedere. Proprio l'omicidio della Cox, perpetrato da uno squilibrato favorevole all'uscita dall'Europa, ha rovesciato le previsioni dell'ultimo minuto riportando in vantaggio i sostenitori di Remain, ma si tratta comunque di pochi punti. Sette secondo un sondaggio riportato ieri dal Telegraph. I mercati hanno risposto bene a quest'ipotesi e la sterlina è risalita, tuttavia la battaglia è più aperta che mai. Ieri un David Cameron per nulla rilassato sull'esito finale del voto, ha voluto lanciare un altro appello agli elettori con un'apparizione pubblica organizzata all'ultimo minuto all'esterno davanti al numero 10 di Downing Street. Il primo ministro ha invitato i cittadini a pensare «alle speranze e ai sogni delle future generazioni» e a votare per rimanere nell'Unione Europea. Una raccomandazione che «non avrei fatto se non fossi sicuro che con questa scelta il Paese sarà più sicuro e più prospero».

«La Gran Bretagna non si tira da parte, noi vogliamo essere coinvolti, fare da guida, fare la differenza» ha dichiarato Cameron. Rivolgendosi direttamente alle generazioni più anziane, maggiormente inclini a votare Leave, il premier ha ricordato che una volta fuori, non si potrà più tornare sui propri passi e i figli e i nipoti dovranno fare i conti con la scelta fatta dai loro padri e dai loro nonni. «Ricordatevi che loro non potranno rivedere la decisione che avete preso. Se votate per andarvene, così sarà, è un fatto irreversibile. Ce ne andremo dall'Europa e le generazioni che verranno dovranno pagarne le conseguenze molto più a lungo di noi».

«Strano discorso - ha dichiarato l'ex consulente di Cameron Steve Hilton, schierato con Boris Johnson e Michael Gove a favore di Brexit - è praticamente un'ammissione di colpa sul fatto che il governo ha fallito sul fronte economico e su quello dell'immigrazione, per cui adesso tenta di cambiare argomento». Soltanto qualche ora prima dell'apparizione di Cameron in pubblico, sempre Hilton aveva rivelato che nel 2012, aveva spiegato esplicitamente al primo ministro che contenere il flusso migratorio annuo netto al di sotto dei 100mila ingressi sarebbe stato impossibile. «Cameron però ha detto che avevo torto e che i miei calcoli non erano giusti» e quella cifra rimase come uno degli obiettivi principali del manifesto elettorale conservatore. La promessa però non è mai stata mantenuta e gli ultimi dati rivelano un flusso migratorio netto di 333mila ingressi l'anno, tre volte quelli previsti. Una frecciata durissima a Cameron arriva anche da un altro sostenitore di Leave, Nigel Farage, che ha accusato il leader Conservatore di aver implicitamente addossato a Leave la responsabilità del barbaro omicidio della deputata Jo Cox. Farage ha criticato in particolare la diffusione da parte di Cameron di un articolo in cui la Cox scriveva che il Paese avrebbe potuto affrontare meglio il problema dell'immigrazione restando dentro alla Comunità Europea. Infine ieri sera, l'ultimo grande dibattito televisivo organizzato dalla Bbc, per convincere gli indecisi. In campo duellanti d'eccezione come l'ex sindaco della City Boris Johnson e quello appena eletto Sadiq Khan.

Commenti

Duka

Ven, 24/06/2016 - 07:05

QUESTO E' PREOCCUPATO PER IL SUO SEGGIOLONE. FUORI DA LI E' CIO' CHE E' SEMPRE STATO: NESSUNO.

Egli

Sab, 25/06/2016 - 02:40

"Nei sondaggi il «Remain» ora è avanti del 7%". HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA