Campania, la camorra inguaia i democratici

Indagato per voto di scambio il candidato sindaco Pd di Casavatore

Napoli - Non aspettavano altro. Ma mai avrebbero immaginato, i grillini, che la vendetta sarebbe arrivata tanto presto. Servita su un piatto d'argento e infiocchettata da un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. A Casavatore, Comune partenopeo a più alta densità demografica d'Italia con 12mila abitanti per chilometro quadrato, il Pd è a brandelli per questioni di camorra. Tutto è esploso proprio la settimana prima delle primarie dem, già segnate da lotte intestine tra i candidati per la poca trasparenza nella pubblicazione dei seggi per le consultazioni di domani. Il candidato Salvatore Silvestri, ex capogruppo Pd, è indagato con Lorenza Orefice dell'Udc, l'attuale sindaco che l'aveva sconfitto alle elezioni, per voto di scambio aggravato dal metodo mafioso. Con loro altri tredici indagati, fra cui il comandante della polizia municipale. #Gomorra Pd è il recente hashtag lanciato su Twitter da Alessandro Di Battista. È partito così un rimpallo di accuse tra dem e grillini, e via con il paragone con lo scandalo di Quarto, il Comune dove a vedere il proprio nome associato a inchieste su mafia e politica erano stati proprio i Cinque Stelle. La situazione a Napoli è dintorni è dunque che democratici e grillini si danno dei collusi a vicenda. Con i cinque stelle ancora impegnati a togliersi di dosso l'onta di presunti rapporti con la camorra a Quarto. E che cercano regole a prova di bomba per i candidati alle amministrative di giugno, come: «non vivere in una casa con problemi di abusivismo, anche la sola veranda» e non essere destinatari di cartelle Equitalia. Il rischio espulsione è altissimo.Il dem Silvestri si è autosospeso dal partito. Il tenore delle conversazioni intercettate a Casavatore era questo: «Quagliò, ma veramente vuoi 50 euro a voto?». Secondo la ricostruzione della Dda, anche la sindaca sarebbe stata sostenuta da personaggi equivoci che avrebbero picchiato un suo avversario politico. Dalle carte dell'inchiesta emerge una strettissima alleanza elettorale tra il Pd locale e un sorvegliato speciale ritenuto in rapporti con il clan dei Ferone. Tutta la storia è stato un regalo inatteso per Grillo e sostenitori. Tanto più che sono subito circolate le solite foto in rete: Silvestri in compagnia di diversi esponenti del Pd, come il vicesegretario nazionale Guerini e il ministro Andrea Orlando. Nessuno dei due partiti, secondo i sondaggi, ha al momento speranze di vittoria certa alle amministrative partenopee. I grillini sono comunque più frequentemente dati al ballottaggio contro il sindaco uscente Luigi De Magistris. Ma neanche il sindaco è al sicuro, soprattutto dopo l'ultima bocciatura della Corte dei Conti: il disavanzo del Comune è aumentato di 366 milioni di euro. Il Pd per ora non è mai indicato oltre il 22%, e ora lo scandalo Casavatore. Antonio Bassolino continua a marciare a testa bassa: «Se vinco le primarie torno sindaco di Napoli».

Commenti

Aegnor

Sab, 05/03/2016 - 12:39

Il partito dalla morale ineccepibile corre a tutta birra verso il 200° indagato

Ritratto di mambo

mambo

Dom, 06/03/2016 - 13:18

Quando vinse la elezioni Prodi per 26.000 mila voti circa, a Napoli ci fù un ritardo nella comunicazione dei risultati locali.Il motivo non fu mai chiarito, anche perchè la magistratura non approfondì.