La canadese Chrissy che doveva sposarsi Alexandre, sgozzato nel suo bistrot

La donna è la prima identificata. Un uomo: «Ricorderò l'odio negli occhi»

Manila Alfano

Chrissy Archibald è la prima vittima identificata dell'attentato a London Bridge. È morta a trent'anni tra le braccia di quello che sarebbe dovuto diventare suo marito. Era partita dal Canada per andare a Londra a trovare il fidanzato. Mancava così poco al matrimonio. La gioia e l'attesa falciati via dal furgoncino degli attentatori. «Chrissy aveva spazio per tutti nel suo cuore e credeva profondamente che ogni persona dovesse essere rispettata e valorizzata», ha scritto la sorella su Facebook. Si era laureata alla British Columbia e in Canada aveva lavorato in una struttura di accoglienza per senzatetto, la sua famiglia ha chiesto di effettuare ogni donazione a strutture di questo tipo.

Nella drammatica notte di Londra sono sette le persone che hanno perso la vita ma le identità delle altre vittime non sono state ancora confermate. In queste ore ha lanciato un appello su Facebook, il fratello di Ignacio Echeverria, 39 anni, spagnolo. Un giovane eroe che quella notte passava con il suo skateboard. È con quello che si è scagliato contro i terroristi quando ha visto che si erano accaniti contro una donna. La grandezza del coraggio contro l'odio.

Da sabato notte risulta disperso, «è stato visto a terra, vicino ad un marciapiede, dopo aver difeso un'altra persona con il suo skateboard», scrive Joaquin sul suo profilo social. È invece americano il passante colpito in testa da una delle 50 pallottole sparate dalla polizia londinese. «Ho fatto entrare la gente nel retro del bar- ha raccontato un testimone. Dopo ho sentito gli spari e ho visto un ragazzo americano che veniva colpito alla testa». Il barista ha poi aggiunto che il ragazzo si trovava in piedi vicino a una finestra all'interno del pub Wheatsheaf e che almeno uno dei terroristi è stato ucciso nella stessa area. È in coma l'australiano Oliver Dowling, neozelandese che si trovava a Londra con la fidanzata ferita. Una notte fatta però anche di eroi. Come Geoff Ho, business editor del Sunday Express, colpito mentre cercava di aiutare il buttafuori del locale in cui stava cenando. «Non so sia stato nobile o stupido lanciarmi nella difesa di quell'uomo ma non sarei mai potuto restare fermo a guardare», ha scritto dall'ospedale. Breet Ferman, soldato e padre di tre bambini, ha ricevuto quattro coltellate dagli attentatori. «Ha subito alcune operazioni scrive l'amico Darren Mole ma si sta rimettendo». Alexandre è un'altre vittima accertata. Un ragazzo francese che lavorava in un bistrot di Borough market come cameriere. «Il bar era pieno - ha raccontato il gestore del bistrot - un terrorista è arrivato sul tetto del locale ed è saltato sul tendone della terrazza e si è lanciato all'attacco. Una cliente è stata uccisa. Ho visto l'odio nei suoi occhi. Sono riuscito a fuggire, ma il mio amico Alexandre no. È stato raggiunto da una coltellata al collo». Aveva 27 anni. E poi c'è James Mc Mullan, anche lui giovanissimo, di 32 anni, ucciso fuori dal pub.